“Questo è un brutto momento, forse il peggiore di tutti quelli bruttissimi che abbiamo vissuto fino a qui. Non si intravvedono soluzioni, o soltanto ipotesi, e neanche varchi per una fine delle ostilità”.
“Senza corridoi umanitari non riusciamo ad essere operativi. Lì dove siamo, stiamo distribuendo beni di prima necessità e denaro contante perché la gente non ha più risorse. Se il conflitto dovesse proseguire a questi ritmi i danni sarebbero irreparabili. L’unica cosa che serve, ora, è la pace!”. È un report drammatico quello che Carlotta Sami dell’Agenzia delle Nazioni unite per i rifugiati (Unhcr) descrive al Sir. La guerra era iniziata da pochi giorni e l’Unhcr in Italia annunciava che il conflitto avrebbe potuto provocare almeno 4 milioni di rifugiati. Oggi purtroppo queste previsioni si rivelano confermate.
"Molto positivo" l'incontro con la ministra Cartabia. La portavoce del Forum terzo settore: "Si tratta di un approccio fortemente innovativo per il nostro paese e di un cambiamento di prospettiva davvero importante". Ministero e Forum stanno per firmare un protocollo d'intesa per i lavori di pubblica utilità
“Valutiamo positivamente queste misure, che sono frutto di un percorso condiviso tra le realtà del terzo settore, la Protezione civile, i Ministeri del Lavoro e dell’Interno. Per la prima volta vengono messe al centro le realtà del terzo settore come soggetti con i quali interloquire e attrezzare una accoglienza in emergenza come quella degli ucraini. C’è una co-progettazione e una co-gestione che vede tutti partecipare congiuntamente a questo sforzo”.
“Soluzioni e Tecnologie per i piccoli Comuni e le aree montane” è il rapporto che si inserisce nell’ambito dell’attività dell’Osservatorio di Officina Italia: 44 buone pratiche che dimostrano come l’uso della tecnologia sia il fattore abilitante delle comunità sostenibili. Non a caso hanno a che fare con i piccoli comuni il 92% delle Dop o Ipg. Realacci: “C’è un’Italia che sfida le crisi e si afferma senza perdere la propria anima”
Per Domenico Quirico, l’inviato di guerra può non avere una narrazione oggettiva. Seppur con un occhio “limitato”, c’è spazio per accogliere racconti non cinici
Lorenzo Fellin, fondatore del centro culturale ecumenico italo-russo Vladimir Solov’ev, non crede che la soluzione diplomatica possa mettere fine al conflitto in Ucraina