Covid-19. Ciccozzi (Campus Bio Medico): “Vaccinare i Paesi più poveri dove nascono le varianti”

"Quello che è importante fare adesso, non è tanto convincere i no vax, ma dare informazioni corrette soprattutto agli over 50 ancora indecisi". Parla Massimo Ciccozzi, responsabile Statistica medica e epidemiologia molecolare dell’Università Campus Bio Medico di Roma. In Italia invece, secondo l’epidemiologo che con la sua equipe a febbraio dello scorso anno ha isolato la prima variante del virus affacciata in Europa, bisogna battere sulla corretta informazione: "Nei primi tempi probabilmente sì, finché non diventerà una virosi. Il problema però sono i Paesi più poveri che non possono vaccinarsi. Dobbiamo produrre e distribuire i vaccini in questi Paesi dove possono nascere nuove varianti"

Rapporto Ipcc sul clima. Luca Fiorani (fisico): “La situazione è grave e occorre agire subito”

“Le inondazioni in Germania, gli incendi in Turchia, Grecia e Italia sono la dimostrazione che la situazione è grave. Occorre agire subito. Purtroppo - dice Luca Fiorani, fisico e divulgatore scientifico - il quadro è abbastanza chiaro. I nostri modelli previsionali sono sempre più precisi: se andiamo avanti così, alla fine del secolo, la temperatura potrà aumentare fino a circa 5 gradi centigradi. È uno scenario devastante, di continue ondate di calore che favoriranno siccità e incendi in alcuni parti del globo ed eventi meteorologici estremi sempre più forti e distruttivi in altre”. Gli scienziati guardano alla Cop 26 con molte attese: “È un momento decisivo. Abbiamo un accordo importante che è l’accordo di Parigi. Ora bisogna passare all’azione”

Sviluppo sostenibile, la pandemia frena i progressi

Rapporto SDGs dell’Istat che monitora gli obiettivi dell’Agenda 2030: segnali positivi nell’ultimo decennio, ma nel 2020 “l’intensità dei segnali favorevoli diminuisce significativamente: in calo le misure in miglioramento, crescono quelle in peggioramento. Mappa regionale:  “Vantaggio consolidato del nord-est rispetto a sud e isole”

Salari minimi: dare dignità al lavoro. Appello da sindacati e imprenditori cristiani

La pandemia ha portato con sé una profonda recessione economica: ne fanno le spese milioni di famiglie. La povertà si diffonde anche tra chi ha un posto di lavoro. Ces e Uniapac lanciano un appello per una retribuzione equa è socialmente giusta e invocano un segnale forte dall'Ue. Ma occorre anche il "coraggio di cambiare" il modello economico. Gli autori di questo editoriale, in esclusiva sul Sir, affermano: "una retribuzione dignitosa deve consentire di sostenere il costo della vita, l'istruzione dei figli, la piena partecipazione alla società e lo sviluppo personale"