Il ritorno del termine “ritardato”: l’editoriale di Travaglio “può fare danni irreparabili”

“Conclusioni che trarrebbe pure un bambino ritardato”: così il giornalista si riferisce alle analisi del collega Sallusti. Speziale (Anffas): “Travaglio fatica a comprendere il peso che l'uso improprio di tali frasi ha sulle vite delle persone con disabilità. Lo invito ufficialmente all'Anffas Day”. Nicoletti: “Idea del disagio mentale come condizione umana abietta è sintomo di inciviltà”

Lavoro. Manfredonia (Acli): “Non bastano misure contro la crisi e la garanzia di un reddito se manca l’occupazione”

Emiliano Manfredonia, classe 1975, pisano, è da un mese il nuovo presidente nazionale delle Acli, eletto dal congresso in un'inedita versione online, come ormai accade in tutti gli ambiti sociali. Spiega Manfredonia: “La proroga del blocco dei licenziamenti, per esempio, è fondamentale. Anche come Acli l'avevamo chiesta con insistenza, ma il dopo richiede una visione strategica e riforme strutturali, cogliendo in pieno l'opportunità del Next Generation EU che, fuori da ogni retorica, dev'essere il cacciavite per sistemare o scardinare meccanismi inceppati da decenni”

“Le scuole possono (e devono) riaprire: ecco perché”

“La scuola è uno dei luoghi più sicuri”: la riflessione del medico Alberto Pellai, alla luce dello studio sul ruolo degli studenti nella diffusione del contagio, che incrocia i dati del ministero dell’Istruzione con quelli delle Ats e della Protezione civile. Tasso di positività tra gli studenti sotto all’1%, focolai in meno del 7% degli istituti

Paradosso eutanasia. Chiedere la morte mentre l’umanità lotta per la vita

Sarà tutta colpa della tempistica, ma il via libera all’eutanasia da parte del Parlamento spagnolo suona sinistro. Sì, perché mentre l’umanità intera affronta la prova più drammatica per la propria sopravvivenza, mentre nelle corsie di ospedale si lotta senza tregua per strappare alla morte anche il più anziano e malato fra noi, i parlamentari di un altro Paese occidentale danno il via libera alla pratica estrema dell’eutanasia di Stato. Quindi legalizzata e garantita dal servizio sanitario nazionale.

Genitore 1 e 2. Cantelmi: “Non mi spaventa, ma l’annullamento delle differenze è una perdita. Serve un serio dibattito sulla genitorialità”

“L’annullamento o l’appiattimento delle differenze non è un guadagno, ma una perdita”. Ne è convinto lo psichiatra Tonino Cantelmi, che commentando al Sir l’annunciata sostituzione della dicitura “padre” e “madre” su moduli e documenti con “genitore 1” e “genitore 2”, afferma: “Non mi spaventa”, ma “mi preme una seria riflessione sul senso dell’essere genitori oggi”. Lo psichiatra dice “no” a contrapposizioni ideologiche, ma anche al “pregiudizio” di chi rinnega decenni di evidenze sull’importanza delle figure del padre e della madre nel percorso di crescita e di costruzione dell’identità