Italia e post-pandemia. Truffelli (Ac), “è tempo di nuove alleanze, priorità alla questione educativa”

“Lavorare insieme è il primo anticorpo dinanzi alla realtà nella quale ci troviamo”. Il presidente nazionale dell’Azione cattolica rilegge per il Sir le quattro “fratture” generate dal coronavirus e indicate dal card. Bassetti al Consiglio permanente Cei. Le responsabilità delle istituzioni, dei cittadini e dei cristiani. “Occorre credere nel protagonismo di ragazzi e giovani”. La "via" della sinodalità

Povertà. Don Zappolini: “Fare scelte coraggiose che antepongano il bene comune agli interessi economici”

Dietro ai numeri di sempre più persone in affanno “ci sono storie vere di fatica e di dolore che non ci possono lasciare indifferenti”, dice il portavoce della Campagna “Mettiamoci in gioco” e direttore della Caritas diocesana di San Miniato, per il quale “la Laudato si’ può illuminare il cammino da fare per uno sviluppo possibile”. Con Filippo Torrigiani ha realizzato, per il Cnca, il dossier “Cortocircuito. Come la spirale del debito impoverisce il tessuto sociale” per “scavare sulle cause dell’indebitamento e sulle ipocrisie che sono sotto a questo sistema”

L’infettivologo Vella. Ripartiamo dal rispetto dell’ambiente

La pandemia ha reso evidente la necessità di considerare la salute un bene di tutti soprattutto in queste ultime settimane in cui le varianti del Covid si rincorrono diffondendosi in ogni parte del mondo. Fin da subito è stato chiaro a tutti che non esistono confini per il virus. «È importante capire che o ci salviamo insieme oppure non si salva nessuno. Concetto per altro alla base dell’idea di salute globale» spiega l’infettivologo Stefano Vella, coordinatore del Festival della salute globale che da tre anni si svolge a Padova.

Mons. Crociata (Comece), “Unione Europea non smarrisca la sua coscienza mondiale”

“L’Unione Europea non deve smarrire la coscienza della sua responsabilità mondiale”. In un’intervista al Sir, mons. Mariano Crociata, vicepresidente della Commissione delle conferenze episcopali della Comunità europea (Comece) spiega perché i vescovi europei e la Caritas Europa hanno unito la loro voce per chiedere all’Unione Europea, in questa delicata fase di vaccinazione, di farsi carico anche del destino dei popoli più deboli e minacciati dalla pandemia. “Del resto – osserva il vescovo -, in un mondo globalizzato, se non viene sconfitto dappertutto, tutti si rimane in qualche modo minacciati. È in gioco una coscienza europea all’altezza della sua responsabilità storica”.  

Mai come oggi l’Africa siamo noi

Nell’ultimo mese, in Africa, le morti causate da Covid-19 sono schizzate all’insù del 40 per cento. Parliamo di 22.300 persone che hanno perso la vita a fronte delle 16 mila dei 28 giorni precedenti. Fino al 19 febbraio, i contagi sul continente erano 3 milioni 796 mila, 100.294 i decessi.