Ci sono tornanti imprevisti della Storia che producono parole nuove e proiettano un cono di luce inaspettato. È accaduto che toccasse in sorte alla giovanissima poetessa americana Amanda Gorman, in occasione del giuramento presidenziale di Joe Biden, trovare parole nuove per parlare della democrazia tellurizzata dall’assalto a Capitol Hill. La Gorman ci ha detto che “mentre la democrazia può essere periodicamente rallentata, non può mai essere permanentemente sconfitta. In questa verità. In questa fede noi confidiamo”. Queste parole ci restituiscono una speranza e, soprattutto, ci inducono a riflettere sulla qualità della democrazia. Da quanto tempo l’Occidente non si interroga sulla propria democrazia? Come un organismo vivente può avere il fiato corto, può mancarle l’ossigeno della partecipazione, può pagare un prezzo alla richiesta di sicurezza individuale e collettiva, può cedere alla tentazione delle maniere forti, può diventare sorda e muta
Importante ricordare "i pericoli che si nascondono dietro al fenomeno del razzismo e dell'antisemitismo che prolifera nella cultura del complottismo, cultura che riemerge con forza nei periodi di crisi". Le parole del presidente del Consiglio, in occasione del Giorno della Memoria
Il ricordo è l'unica via per vincere il buio dell'indifferenza. Lo dice in Aula la presidente del Senato Elisabetta Casellati in occasione della Giornata della Memoria
Lo scrive su twitter la ministra del Lavoro, che pubblica un video della senatrice a vita: "Ricordare la tragedia della Shoah significa trasmettere i valori della pace e della libertà alle nuove generazioni"
La viceministra dell'Istruzione nel Giorno della Memoria. "Un momento di riflessione e presa di coscienza collettiva sul dolore, sulla discriminazione, sul male"
Sono innumerevoli le testimonianze dirette della della Shoah, ma altrettante sono quelle che ci sono giunte attraverso la letteratura, la saggistica, la musica, il cinema. “Scrivilo. Scrivilo. Con inchiostro comune/ su carta comune: non gli fu dato da mangiare,/ morirono tutti di fame. Tutti? Quanti?/ E’ un grande prato. Quant’erba/ è toccata a testa? Scrivi: non lo so”. La memoria è anche quella di chi, come la grande poetessa polacca Wisława Szymborska, invitava chi poteva a ricordare attraverso il racconto e la scrittura, per evitare la negazione e la rimozione
La Fondazione: “Insieme al popolo ebraico, non dimentichiamo nemmeno i 500 mila, tra rom e sinti, morti nei campi di concentramento nazisti. Questa tragedia non può essere lasciata nei meandri del passato perché ha coinvolto uomini, donne e bambini che ancora oggi sono discriminati”
Silvia Cutrera (Fish): “Nel triste elenco delle vittime della Shoah non vanno dimenticate le Persone con disabilità, colpite dall’Aktion T4. Sterilizzate forzatamente a partire dal 1933 e dal 1940 uccise nelle prime camere a gas appositamente installate negli istituti psichiatrici del Terzo Reich”. Falabella: “Monito perenne e lezione universale”