Coronavirus. Diario di un giovane: tutti siamo soli ma nessuno si sente solo

La generazione Y, Millennial Generation o Net Generation, come viene definita in ambito sociologico. Quella generazione che ha risentito di più della recente crisi economica e proprio in questi ultimi tempi iniziava a rialzare la testa a suon di lavori precari e corse fino a fine giornata per pagare l’affitto e le spese di casa, togliendosi finalmente l’etichetta di “bamboccioni”. Una generazione, nonostante tutto, molto innamorata della vita. E proprio come ogni storia d’amore che finisce, in questi giorni sta vivendo le fasi dell’abbandono

Coronavirus Covid-19: e poi come ci chiameremo? “Festina lente”, perché saremo cambiati

Il coronavirus sta, nel bene e nel male, modellando la nostra vita quotidiana. Ce lo ricorda l'hashtag #iorestoacasa. Il motto latino Festina lente allude alla necessità di mutare stili e ritmi di vita ("fai in fretta lentamente"), accogliendo le opportunità offerte dal tempo presente, ristrutturando le attività in modo che ci sia equilibrio tra le urgenze e la diligenza del vivere in modo partecipativo, sostenibile, equo, felice. "Stiamo assaggiando la possibilità di capovolgere le priorità della vita, diventando più lenti invece che più veloci, andando più in profondità invece che più in alto, ed essendo più dolci e soavi anziché più forti"

Coronavirus. Viviamo una prova eccezionale: la responsabilità dei cristiani è la speranza

Quando si è colpiti, e confusi anche per la massa di messaggi e notizie, occorre ascoltare l'essenziale. E per un cristiano l'essenziale è un invito a non avere paura. Sono molti i segni di fede nella nostra gente in queste ore. La prova è grande. Nessuno ne è fuori. La preghiera non è solo l'azione a cui ricorrere nei momenti eccezionali di bisogno, ma una consapevolezza feriale e un'azione semplice in chi ha il cuore ancora umano

Coronavirus. Quando la radio fa sentire meno soli

Con l'epidemia da coronovirus le radio hanno cambiato i loro programmi. Da chi trasmette gli audio dei bambini a chi propone solo musica allegra o punta sull'informazione di servizio. Con un linguaggio meno ansiogeno di altri media, sia le grandi emittenti che quelle di quartiere stanno creando un legame ancora più forte con i propri ascoltatori