Perché la pace è sempre preferibile? C’è una scienza che lo studia e forma “esperti di pace”

Forse fa sorridere pensare che della pace si possa fare una scienza, ma non tutti sanno che sono sempre più diffusi i Peace studies e le Peace sciences, che vantano ricerche e annoverano studiosi di altissimo profilo internazionale. Alla Pontificia università lateranense nasce un percorso accademico che formerà esperti di pace in grado di vedere le interconnessioni profonde che permettono di avvicinare parti avverse, per orientarle alla risoluzione del conflitto (culturale, sociale, politico) e al bene comune

Pro-Vocati dal Vangelo. Dove sono nei miei viaggi digitali il Signore e i miei fratelli?

Coloro che vivono in monastero possono condividere con chi continuamente naviga, la loro esperienza di connessione con l’umanità intera attraverso la preghiera, senza perdere il contatto con la realtà. Le donne e gli uomini contemplativi, chiamati a raggiungere i confini del mondo in tempo reale, attraverso la contemplazione vissuta sull’onda dell’amore, nonostante il loro spaziare, rimangono immersi nel profondo dell’umanità alla presenza di Dio. La loro connessione contemplativa parte da un cuore che ama, perciò fa rimanere nella storia, in contatto con se stessi, prendendosi cura dell’altro, al di là della distanza, a godere delle relazioni e dell’incontro, ad essere tessitori di pace, di giustizia e di solidarietà

Recupero corpi di migranti a largo delle coste tunisine. Don Buonaiuto (In Terris): “Un orrore quotidiano che rischia di diventare ordinario”

Una Giornata del migrante ignoto: è la proposta di don Aldo Buonaiuto, fondatore del quotidiano online "In Terris" e sacerdote dell'associazione Comunità Papa Giovanni XXIII: ""Non dobbiamo dimenticare tanti e tanti morti sconosciuti agli uomini ma non certo a Dio. È una richiesta che ho inoltrato a tutti coloro che cooperano sul fronte dell’accoglienza, dall’Onu, all’Europa, dalla Santa Sede al Governo italiano"

Vincent Lambert. Gambino (giurista): “Non c’è stata autodeterminazione, ma un atto di superbia della Francia”

Giovedì 11 luglio è morto Vincent Lambert. Dal 2008 viveva in stato coscienza minima per alcuni, per altri in stato vegetativo, dopo l’incidente stradale che lo aveva reso tetraplegico. "È un momento di grande tristezza e di rispetto verso il dolore della famiglia di Vincent Lambert. Ma non si può tacere che questa vicenda ha avuto dei contorni giudiziari particolarmente cruciali", dice Alberto Gambino, giurista, presidente di Scienza & Vita e prorettore dell’Università europea di Roma