Cosa ci aspetta nei prossimi mesi dal punto di vista sociale? Le preoccupazioni di Caritas, Solidando e Terza Settimana. “Chi bussa alla nostra porta difficilmente ritrova il lavoro perso”
Solo un caso su 100 è di tipo familiare: all'Irccs Fatebenefratelli di Brescia è partito uno studio su questa forma rara, che si presenta solitamente in età pre-senile
Sara Gama, capitano della nazionale femminile di calcio e di Juventus Women, è intervenuta oggi in collegamento video al Meeting di Rimini a un incontro sulla cooperazione internazionale allo sviluppo
Le raccomandazioni per la gestione di casi e focolai di Sars-CoV-2 negli istituti scolastici. "I servizi educativi dell'infanzia (bambini 0-6 anni) presentano delle peculiarità didattiche/educative che non rendono possibile l'applicazione di alcune misure di prevenzione invece possibili per studenti di età maggiore"
Basilica di Betlemme in mostra al Meeting di Rimini. Al centro dell’esposizione il restauro della chiesa portato avanti dalla azienda specializzata Piacenti Spa, che ha visto all’opera oltre 400 persone per 64 enti tra aziende, università e professionisti.
“Un progetto che forse non distruggerà lo stereotipo del calciatore bello, famoso e ricco che può tutto, ma che racconterà quello che può fare un pallone, i valori del fare squadra e del giocare con lo stesso pallone. Il calcio è giocato da miliardi persone. I professionisti sono molto di meno”: con queste parole Damiano Tommasi, già presidente Aic, è intervenuto oggi al Meeting di Rimini per l’incontro “#inostrigoal. Calcio e cooperazione giocano nella stessa squadra”, promosso in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Associazione Italiana Calciatori (Aic) e Sky Sport. Di fronte alle immagini dei viaggi dell’Aic in Uganda e in Giordania, Tommasi ha sottolineato quanto il calcio sia “un gioco dirompente, che con i suoi valori travalica confini e culture. In campo non c’è bisogno dell’interprete, basta il pallone”.
Il racconto di Azione contro la fame. Il direttore Garroni: “La parola ‘reinventare’ è stato il concetto chiave: gli operatori umanitari hanno dovuto modificare la propria vita e adattarla a una nuova realtà”. Si tratta di 6 mila addetti attivi in 50 paesi
Un programma biennale che prevede un anno di didattica teorica e uno di tirocinio pratico, con l’accompagnamento dei registi del Coordinamento teatro carcere Emilia-Romagna. Paolo Billi (Teatro del Pratello): “Per insegnare teatro in carcere non basta essere attori: bisogna conoscere l’istituzione carceraria e sapere come muoversi al suo interno”