Il 29 settembre 1922 venne inaugurata la “sacra torre” che affianca il santuario di Sant’Antonino dove spirò il taumaturgo nella notte tra il 12 e il 13 giugno 1231. Coi suoi 75 metri è il campanile più alto di Padova ed è facilmente individuabile da diversi angoli della città. Simbolo del quartiere e punto di riferimento per la comunità, è rimasto in piedi e illeso durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale. Sotto la sua ombra è rinata la vita
Gerardo Marchioro moriva cento anni fa, il 22 settembre, cadendo dall’impalcatura della chiesa di Arre. Da lui progettata – come molti altri edifici sacri tra Padova, Vicenza e Verona – ne stava seguendo, con la consueta scrupolosità, l’andamento del cantiere
Lusiana. È stato inaugurato di recente l’edificio completamente ristrutturato e che non era più in funzione dal 1973. Ora ospiterà al piano terra un piccolo museo del latte e del formaggio e al primo piano una sala per incontri culturali
Xhensila Hysenaj ha superato gli esami di terza media con il massimo possibile dei voti. È albanese, ha 14 anni, e un anno fa non conosceva l’italiano. Tra Conselve e Monselice, in poco tempo ha aperto gli occhi su un nuovo mondo. Con caparbietà e con i suoi sogni
La dimora del poeta, ad Arquà, è ora visitabile anche attraverso una guida realizzata con la Comunicazione aumentativa alternativa: immagini, parole e simboli di facile lettura
Accanto all’incendio del Salone, che nel 1420 ha praticamente cancellato gli affreschi di Giotto, e il bombardamento degli Eremitani nel 1944, la demolizione della basilica di Sant’Agostino, perpetrata dagli Austriaci nel 1819, è uno dei più gravi danni inflitti al patrimonio artistico padovano.