Elisa: donandomi ai più piccoli, ho ritrovato me stessa

Elisa è un avvocato e ha deciso di dedicare un tempo della sua vita per vivere a Cittadella Cielo a Frosinone formandosi al volontariato internazionale, presentando il suo servizio e facendo il cammino di “Arte di amare”. Un percorso di conoscenza di sé e guarigione del cuore ideato da Chiara Amirante. Nella sua esperienza è stata fondamentale proprio la missione in Brasile per fare contatto con se stessa in una parte profonda e per rendersi conto di quelle piccole-grandi dipendenze che non le permettono di essere pienamente libera

Scrivere oltre la disabilità. Veronica Cantero Burroni: “La vita vale la pena viverla anche nella sofferenza”

16 anni, argentina, costretta dalla nascita sulla sedia a rotelle, è autrice di cinque libri. Il primo lo ha scritto a 7 anni. L’ispirazione le giunse dall’incontro con i nausa, animali simili ai procioni che si possono incontrare vicino alle cascate argentine. “Parlandone con un amico, mi ha proposto di scrivere un libro. Dissi di sì”. Da allora non si è più fermata

Nella preghiera di Fabio c’è la ricchezza della vita

Fabio è affetto dalla sindrome di Down e, fin da piccolo, si è rivelato ricco di simpatia e di affetto, aperto alla dimensione relazionale, desideroso di svolgere un ruolo significativo dentro la comunità. Tutti, infatti, lo conoscono come il “vice capo”, dove “il capo” nel suo frasario è il sacerdote, l’assistente spirituale della Fondazione

La fede nel sorriso di Simone: danzare al ritmo dello Spirito non conosce limiti

Perché tanti studenti liceali e universitari chiedono di vivere con i giovani e con gli altri ragazzi del Centro le loro vacanze? Perché Irene quest’anno è venuta a fare il suo servizio a Simone nonostante il giorno dopo la fine del turno estivo abbia dovuto sostenere un importante esame all’università? Forse perché una paradossale bellezza si manifesta in Simone e negli altri ragazzi, soprattutto i più gravemente colpiti, e attira il cuore, muovendolo alla danza

I maestri della preghiera: la fede dei giovani disabili è questione di tenerezza e sensibilità

La liturgia è davvero il momento della sintesi, in cui ogni cosa è presentata a Dio e ricapitolata nel Signore: le attese, le speranze, le gioie e le tristezze dei ragazzi trovano le parole o i gesti giusti, pur nella riduzione del vocabolario e senza l’ornato dell’eloquio, per scaturire dal cuore e puntare dritto a quello dei presenti. Alcuni di loro ormai da tanti anni esprimono questo ministero all’interno di ogni messa