Fatti
Un ciclo di incontri per imparare ad “Accogliere i limiti” nel solco tracciato dalla Laudato si’, l’enciclica di papa Francesco che per prima ha codificato il concetto di ecologia integrale. A organizzarlo per il terzo anno, tra febbraio e maggio, è un network di associazioni e istituzioni che fanno riferimento al gruppo di volontari “Colibrì”, realtà vicina ai Comboniani e ai Laici Comboniani di Padova.
Il primo appuntamento è il prossimo 6 febbraio alle 18, presso la Casa dei missionari Comboniani. Il tema d’apertura sarà il cibo e il suo spreco nell’era del cambiamento climatico. A discuterne ci saranno due voci della Fondazione Lanza, i docenti dell’Università di Padova Davide Pettenella e Francesca Marin, insieme a Massimiliano Monterosso, responsabile di Re.T.E. Solid.A Padova. «La Laudato si’ non è un documento isolato ma è parte di una trilogia, con Fratelli Tutti e Dilexit nos – spiega padre Gaetano Montresor – Ciascuna tratta una tematica specifica, ma al centro di tutte c’è l’amore. Non è possibile avere cura delle persone e del Creato se non si ama. Questo per noi è il terzo anno di incontri e, dopo decine di riflessioni, ciò che ci ha colpito è che tutti i relatori, professori universitari che parlavano del loro ambito di ricerca con grande passione, hanno terminato i loro interventi richiamando il bisogno concreto di trovare una dimensione spirituale alla nostra esistenza. Senza riscoprire dei valori comuni, non saremo capaci di andare da nessuna parte».
L’ecologia integrale è proprio questo: adottare una visione d’insieme della nostra condizione umana e naturale nella quale tutti, senza settarismi, possiamo riconoscerci e operare per il bene comune. «Accogliere i limiti ha per noi un significato duplice – chiarisce Margherita Sedino, componente del gruppo Colibrì – da un lato è un suggerimento pratico: parlando di cibo, è fondamentale evitare gli sprechi. Dall’altro è una questione di postura. Dobbiamo imparare a renderci conto che siamo parte di un insieme, che siamo tutti collegati fra noi e in relazione con l’ambiente». Si tratta, continua Sedino, di «pensare a un benessere diverso» che non metta al centro solo il consumo, spesso in spregio alla bio-capacità della Terra, ma valorizzi piccoli segni che guidano il cammino verso lo stare bene insieme.
Ma perché “Colibrì”? A spiegarlo è padre Montresor, che ricorda l’antica favola dell’incendio nella foresta: mentre tutti gli animali fuggivano spaventati, il piccolo colibrì tornava indietro portando una goccia d’acqua nel becco per contribuire a spegnere le fiamme. Più che una storia, un vero programma d’azione che richiama ciascuno a fare la propria parte.
I prossimi appuntamenti (sempre alle 18): venerdì 20 marzo “Effetto del cambiamento climatico sulle risorse idriche: come proteggerle e come proteggerci”; 17 aprile “Consumi energetici e clima. L’impatto del digitale”; 22 maggio “Cura della persona e salvaguardia dell’ambiente in ottica One Health”. Gli incontri soni presso Casa dei missionari Comboniani via San Giovanni di Verdara, 139-Padova (con parcheggio). Per info è possibile mandare un’email all’indirizzo: biologidelveneto@gmail.com