Fatti
La Federazione nazionale italiana Società di San Vincenzo De Paoli Odv esprime “grande vicinanza e sincera partecipazione alle popolazioni colpite dal passaggio del ciclone Harry, che ha duramente segnato ampie aree del nostro Paese”.
“Il maltempo ha lasciato ferite profonde in Calabria, Sardegna e Sicilia. Cicatrici che hanno danneggiato non solo il territorio, ma anche il tessuto sociale ed economico delle comunità. Interi tratti di lungomare sono stati spazzati via, insieme a strade e infrastrutture portuali. L’impeto delle acque ha sradicato strutture in cemento armato, distrutto stabilimenti balneari, locali e parchi gioco, colpendo luoghi di lavoro, di incontro e di vita quotidiana. Il bilancio dei danni, ancora provvisorio, supera i due miliardi di euro. Il nostro pensiero va in modo particolare alla comunità di Niscemi, dove oltre 1.500 persone sono state costrette a lasciare le proprie abitazioni”, sottolinea Paola Da Ros, presidente della Federazione nazionale italiana Società di San Vincenzo De Paoli Odv.
“La Società di San Vincenzo De Paoli è da sempre vicina a chi sperimenta la fragilità e desidera far giungere alle popolazioni colpite un messaggio di autentica solidarietà. I nostri soci e volontari, presenti in tutte le regioni interessate dal ciclone, si sono attivati fin dalle primissime ore per intercettare i bisogni più urgenti. Ma il nostro operato non si esaurisce nell’aiuto materiale immediato. Accanto alle persone colpite scegliamo l’ascolto, la prossimità e un accompagnamento che guarda al futuro. Offriamo conforto, sostegno e presenza costante, con l’obiettivo di aiutare ciascuno a ritrovare fiducia e a intraprendere un percorso di uscita dalla condizione di disagio. È uno stare accanto che incoraggia e sostiene, senza sostituirsi, ma camminando insieme”, chiarisce Da Ros.
“Alle famiglie e alle comunità ferite dal ciclone Harry giunga l’abbraccio della Società di San Vincenzo De Paoli: perché anche quando l’acqua travolge e distrugge, la solidarietà resta un argine capace di custodire la dignità e riaccendere la speranza”, conclude.