Una trentina di coloni israeliani, alcuni armati, si sono insediati nel quartiere palestinese di Ein a-Duyuk a-Tahta, al confine tra l’Area C e l’Area A. Secondo testimoni, due attivisti israeliani sarebbero stati aggrediti e un palestinese ferito da un colpo d’arma da fuoco. L’organizzazione israeliana paragona il rischio a quanto accaduto a Hebron e chiede all’esercito di “evacuare immediatamente il nuovo insediamento”
Casa palestinese demolita nel quartiere a-Duk a-Tahta a Gericho (Foto: Oren Ziv)
Nuove tensioni in Cisgiordania, dove circa trenta coloni israeliani, alcuni dei quali armati, hanno occupato, ieri, edifici nel quartiere palestinese di Ein a-Duyuk a-Tahta, alla periferia di Gerico. Secondo quanto denunciato dall’organizzazione israeliana Peace Now, famiglie di coloni si sono trasferite in otto abitazioni situate nell’Area C, la porzione della Cisgiordania sotto controllo israeliano, a ridosso dell’Area A, la zona che include i principali centri urbani palestinesi amministrati dall’Autorità palestinese. Secondo Peace Now, l’operazione è stata sostenuta dal movimento Nachala e dal Consiglio regionale di Binyamin. Attivisti per i diritti umani presenti sul posto riferiscono che i coloni hanno preso possesso di diverse case nel corso della giornata. Sempre secondo queste testimonianze, due attivisti israeliani sarebbero stati aggrediti e derubati, mentre un palestinese sarebbe stato ferito a una gamba da un colpo d’arma da fuoco. L’area di Ein a-Duyuk a-Tahta è da mesi al centro di crescenti tensioni. Peace Now ricorda che il quartiere è stato oggetto di attacchi quasi quotidiani da parte di coloni provenienti dall’avamposto “Palaces Farm”, sorto circa due anni fa a ovest di Gerico. Nei mesi scorsi sarebbero state demolite 13 abitazioni palestinesi senza alcuna autorità legale e numerosi residenti avrebbero denunciato aggressioni e intimidazioni. Nelle ultime settimane i coloni avrebbero inoltre installato recinzioni e infrastrutture, eretto cancelli e limitato l’accesso a diverse abitazioni palestinesi. Secondo i coloni, le case occupate sarebbero state acquistate regolarmente dai proprietari palestinesi. Tuttavia, anche in presenza di una compravendita valida, la normativa vigente attribuisce alle autorità israeliane, in particolare al ministro della Difesa e ai vertici militari, la facoltà di impedire l’insediamento di civili israeliani nell’area per ragioni di sicurezza. Dura la reazione di Peace Now, che paragona il rischio di una presenza permanente di coloni a Gerico a quanto avvenuto a Hebron. “La creazione di un insediamento all’interno di Gerico rappresenta una minaccia alla sicurezza e costituisce un disastro geopolitico che non può essere consentito”, denuncia Peace Now. “Questa iniziativa è destinata ad alimentare attriti e violenze, consolidare un regime di apartheid e precludere qualsiasi possibilità di un futuro accordo politico. Un insediamento a Gerico creerà nuovi focolai di tensione e ulteriori violenze, trascinando l’esercito in missioni pericolose il cui unico scopo sarà proteggere una manciata di estremisti messianici”. L’organizzazione critica inoltre l’attuale esecutivo israeliano, definito un “governo ad interim privo di un mandato popolare per imporre sul terreno cambiamenti così profondi sul piano politico e della sicurezza”, chiedendo quindi alle Forze di difesa israeliane (Idf) di “evacuare immediatamente il nuovo insediamento”.