Idee
Pochi numeri per raccontare il Csv di Padova e Rovigo che lo scorso sabato 9 maggio si è riunito nell’annuale assemblea: 610 associazioni socie, 15 dipendenti, 76 volontari e due sedi per 15 mila persone coinvolte, oltre 4.600 i giovani, 83 eventi e 1.890 consulenze erogate. A questi si aggiungono i numeri dell’edizione 2025 di Solidaria: cinque feste territoriali, più di 20.500 presenze e 300 associazioni coinvolte. Numeri che raccontano la ricchezza e la fecondità del mondo del volontariato che grazie al lavoro del Csv ogni anno cresce anche in qualità.
Le assemblee sono sempre un’occasione per fare il punto sullo stato di salute di un organismo e il Csv può dirsi in forma: i dati del bilancio consuntivo hanno confermato la solidità economico-finanziaria del centro, che ha chiuso l’esercizio con un avanzo positivo di 26.295,19 euro a fronte di proventi complessivi per oltre 1,45 milioni di euro e oneri per circa 1,41 milioni. Un risultato che racconta di un ente capace di programmare con rigore e di spendere con coerenza. Approvato anche il bilancio sociale 2025, il documento che traduce in impatto concreto le risorse investite e restituisce la misura del radicamento del Csv con oltre 6.500 servizi erogati, ma soprattutto con le proposte e i progetti tra cui spiccano “Progettare (il) bene”, “Semi di bene”, “Equilibri in movimento”.
Realizzato in collaborazione con Fondazione Cariparo “Progettare (il) bene” è un percorso gratuito di formazione e accompagnamento, che vuole trasferire competenze, metodi e tecniche di co-progettazione e progettazione partecipata, con l’obiettivo di rendere le associazioni autonome e in grado di produrre ricadute positive sul territorio.
Il bando “Semi di bene”, finanziato dal Fondo Carta Etica, nel 2025 ha sostenuto tre progetti solidali innovativi: Don’t Forget Me (Progetto “Free Shuttle”); Nova Symphonia Patavina (Progetto “Suoni Inclusivi”); Artisti a Progetto (Progetto “Radici Future”) e il premio speciale UniCredit all’associazione Ali di Vita per il progetto “Pianeta Giovani e altre galassie”. Promuovere la parità di genere e l’inclusività è stato l’obiettivo del progetto “Equilibri in movimento: pensieri e azioni liberi dagli stereotipi di genere”. Voluto dal Consiglio direttivo, il progetto ha lavorato sulla necessità di un cambiamento culturale interno ed esterno per scardinare stereotipi nel volontariato e nella società. Lo staff e il direttivo si sono confrontati con esperti e associazioni locali e ha visto la partecipazione di numerose associazioni femministe padovane che hanno realizzato il podcast “Parole che (ci) cambiano”.
Tra i servizi di formazione di base e avanzata sulle tecniche di fundraising, anche tramite corsi strutturati erogati nel programma della Scuola “Tavazza”, l’area Fundraising organizza il bando annuale “Ci sei tu” per la selezione e l’accompagnamento di un gruppo di organizzazioni nella costruzione di campagne di crowdfunding. Nel 2025 sono 13 le organizzazioni che hanno vinto il bando e pubblicato le loro altrettante 13 campagne di crowdfunding sulla piattaforma “Sostieni” del Csv, progetti grazie ai quali le associazioni possono incidere in modo ancora più concreto sulle politiche di welfare.
Negli ultimi anni anche la collaborazione tra profit e Terzo settore è diventata strategica e per questo il Csv di Padova e Rovigo promuove il volontariato aziendale (Evp) valorizzando la responsabilità sociale d’impresa (Csr) e il benessere dei lavoratori. Nel 2025 l’azione ha coinvolto 115 lavoratori di cinque aziende e cinque organizzazioni.
Di grande importanza per la galassia del Terzo settore è la capacità di coinvolgere i giovani e per questo l’azione del Csv ha un occhio di riguardo per la scuola: “Una giornata particolare”, “10.000 ore di solidarietà”, “Educazione civica a scuola” sono ormai pietre miliari del Csv di Padova e Rovigo. Spicca anche “Sì, possiamo cambiare”, misura alternativa alla sospensione scolastica, nella prospettiva di far maturare gli studenti in un percorso di impegno e coscienza di sé.
Oltre all’assemblea ordinaria che ha votato il bilancio consuntivo e quello sociale, c’è stata anche quella straordinaria, necessaria per deliberare alcune modifiche allo statuto del Centro servizio volontariato. Le variazioni sono state studiate per adeguare le regole interne agli effettivi assetti di funzionamento raggiunti dall’ente in questi anni in cui è stata perfezionata la fusione tra i due Csv di Padova e di Rovigo. In particolare le modifiche sono considerate necessarie per ottimizzare le dinamiche di rappresentanza – aumentando la durata del mandato del consiglio direttivo da 3 a 4 anni – e aggiornando la declinazione delle finalità civiche e solidaristiche alla luce della realtà interprovinciale oggi pienamente consolidata e per questo viene posto l’accento su trasparenza, sostenibilità e partecipazione, con l’obiettivo di allargare la base associativa e aprire nuove forme di collaborazione a livello regionale. Lo statuto inoltre specifica che: «Il volontario è una persona che, per libera scelta, svolge attività in favore della comunità e del bene comune, anche per il tramite di un socio, mettendo a disposizione il proprio tempo e le proprie capacità per promuovere risposte ai bisogni delle persone e delle comunità beneficiarie della sua azione, in modo personale, spontaneo e gratuito, senza fini di lucro, neanche indiretti, ed esclusivamente per fini di solidarietà».
Emozionata, la presidente Marinella Mantovani ha commentato: «L’approvazione del nuovo statuto rappresenta un momento di maturità fondamentale per il nostro ente. Arriviamo a questo aggiornamento della nostra vision statutaria dopo aver concluso, più che positivamente, il complesso processo di fusione tra Padova e Rovigo, avviato nel 2019 e ratificato nel 2020. Oggi, a più di cinque anni di distanza, siamo un’unica grande realtà forte e coesa. Queste modifiche ci permetteranno di essere un’organizzazione ancora più efficiente, trasparente e strutturalmente adeguata alla nostra missione: essere sempre di più il motore dell’innovazione sociale e il punto di riferimento quotidiano per migliaia di volontari delle nostre due province».

Da molte associazioni, in particolar modo le più piccole, è stato considerato una sorta di “bestia nera”. Il Runts, Registro unico nazionale del Terzo settore, è il registro telematico ufficiale, istituito presso il Ministero del lavoro, in cui devono iscriversi gli enti non profit in Italia: associazioni, fondazioni, organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale, enti filantropici, per qualificarsi come Enti del Terzo settore (Ets).
«Capisco che per le più piccole, quelle con poche forze, possa aver rappresentato un problema, ma il Runts dà a tutte le realtà del Terzo settore una serie di indicazioni che hanno due logiche: trasparenza ed equità – spiega Silvana Bortolami, esperta di Terzo settore e presidentessa dell’Otc veneto (Organismo territoriale di controllo) che, in conformità al Codice del Terzo settore, verifica la legittimità e l’uso delle risorse dei Csv locali – Chi vuole lavorare con la pubblica amministrazione dev’essere iscritto e uno strumento che raccoglie tutti indistintamente persegue il principio di equità che ci deve sempre essere nel rapporto della Pa con i soggetti esterni e, per quanto riguarda la trasparenza, il Runts chiede che tutti indistintamente debbano rispondere ad alcuni criteri. Questo consente di avviare quei due elementi di co-progettazione e co-programmazione indicati dalla legge, che sono centrali per un soggetto del Terzo settore che voglia intervenire in ambito sociale, culturale, sportivo, espressioni della società civile che intende essere partecipe in maniera attiva e con responsabilità sociale alla convivenza civile e alla crescita del proprio Paese».
Sono temi estremamente importanti perché questa legge – che ha avuto un percorso complicato perché mettere insieme tutti questi soggetti non è stato facile in quanto legati a prassi troppo consolidate – vuole garantire maggiormente i processi di consapevolezza delle responsabilità che ci sono in campo civile, sociale, culturale: «Il cambiamento suscita resistenze e questo è stato visto come un ostacolo – continua la presidente Bortolami – ma oggi abbiamo un nuovo ruolo di questo mondo che consiste nel valorizzare ogni realtà nel pieno compimento dei diritti che sono previsti dalla nostra Costituzione. Sicuramente il processo ha un peso amministrativo per le associazioni, ma c’è la consapevolezza dell’importanza dell’agire di questi soggetti nella società che si devono muovere secondo i criteri di trasparenza ed equità. È un cambio di passo che ci dà la garanzia della trasparenza e garantisce il lavoro serio dei Csv, soggetti incaricati dalla legge a svolgere queste funzioni e che sono il riferimento per tutti».
Il percorso Solidaria lo scorso anno nei territori di Rubano, Selvazzano Dentro e Adria con le due Feste provinciali del volontariato a Padova e Rovigo, ha coinvolto oltre 15 mila persone, confermandosi una delle proposte più aggreganti fra le due province.