Fatti
Il Registro unico nazionale del Terzo settore compie cinque anni e, a seguito delle recenti novità e scadenze, è il momento cruciale per comprendere lo stato dell’arte di questo strumento per il non profit. L’incontro online promosso dai centri di servizio per il volontariato del Veneto con l’Ufficio Runts della Regione Veneto, ha ripercorso, con gli oltre 300 partecipanti, i passaggi dall’avvio a novembre 2021 fino a oggi, con uno sguardo alle sfide future. L’assessora regionale al sociale Paola Roma ha sottolineato la “cruciale collaborazione” tra il Forum del Terzo settore e i Csv come elemento fondamentale per la qualità della vita, in particolare in vista della riforma sulla disabilità.
Sul tavolo i numeri: 10.316 associazioni già iscritte nelle sette province venete, le Aps sono il 55 per cento. Vicenza conta 1.854 realtà nelle sette sezioni del registro: 1.018 Aps Associazioni di promozione sociale, 436 Odv Organizzazioni di volontariato, 221 Ets Enti del Terzo settore, 170 imprese sociali incluse cooperative sociali, 6 enti filantropici e 3 Soms Società operaie di mutuo soccorso.
Con la scadenza di fine marzo dell’Anagrafe delle onlus, sui 1.734 enti veneti già 1.005 hanno presentato istanza per il Runts (il 63 per cento in più di iscrizioni di cui 160 da Vicenza). Per i restanti, in caso di incremento patrimoniale negli anni nell’Anagrafe, scatta l’obbligo di devoluzione con controlli dall’Agenzia delle Entrate, mentre per gli enti con personalità giuridica è coinvolto anche il notaio per il calcolo sul patrimonio. Sono state presentate nuove funzioni e semplificazioni nella piattaforma per la gestione delle pratiche ordinarie, dai bilanci al 5×1000. Dal 9 aprile è inoltre operativa la figura del delegato del legale rappresentante dell’ente su mandato generato direttamente dal Runts. In chiusura, l’assessora Roma ha ribadito che il Runts non è solo un obbligo, ma uno strumento essenziale per garantire «trasparenza, riconoscibilità e credibilità» degli enti, con formazione e controlli periodici.