Fatti
«Dopo una partita del genere possiamo risparmiare soldi di visite e TAC al cuore, fegato e stomaco»: così avrebbe detto il presidentissimo Marino Puggina — presidente del Padova dal 1986 al 1994 e presidente onorario fino al 1996, con un palmarès che comprende il ritorno in Serie B nel 1987 e la storica promozione in Serie A nel 1994 nello spareggio contro il Cesena — al termine di Padova-Barletta, conclusa 4-3, del 9 giugno 1991. Una frase rimasta celebre, che ben si presta a raccontare anche il ritorno all’Euganeo per la prima del 2026: un Padova che soffre, ma porta a casa la posta piena contro un Modena padrone per larghi tratti del gioco, senza però riuscire a concretizzare le numerose occasioni da gol create.
Il Padova scende in campo con il 3-5-2: Sorrentino in porta; difesa con Sgarbi al centro, Belli a sorpresa al posto di Faedo come braccetto di destra e Perrotta braccetto di sinistra. A centrocampo Harder in cabina di regia, preferito a Crisetig (si parla di un interessamento del Catania, in Serie C, per lui), con Fusi e Varas a sostegno; Ghiglione sulla fascia destra e Capelli a sinistra. In attacco la coppia Gomez-Bortolussi. Risponde il Modena con Chichizola tra i pali; Tonoli, Adorni e Nieling in difesa; Zanimacchia, Santoro, Gerli, Massolin e Zampano a centrocampo; Di Mariano a supporto dell’ex Gliozzi in avanti.
Dopo il minuto di silenzio in memoria delle vittime della tragedia di Crans-Montana, la partita si apre con il possesso palla del Modena, che manterrà la prevalenza del controllo del gioco per gran parte del primo tempo. I canarini provano subito a rendersi pericolosi al 1’ con un colpo di testa debole di Gliozzi e al 7’ con Tonoli, il cui tiro viene deviato in angolo da Sgarbi. All’11’ però passa il Padova: splendida imbucata di Gomez per Capelli, cross rasoterra del numero 17 e Bortolussi, da pochi passi, firma l’1-0. Il Modena, forte di un possesso palla superiore, reagisce spingendo soprattutto sulla sinistra e collezionando una serie di calci d’angolo: al 16’ Santoro tenta la conclusione dalla distanza senza impensierire Sorrentino, mentre al 21’ sfiora il pari con un tiro al volo che esce di poco. Al 31’ è invece Sorrentino a bloccare con sicurezza il colpo di testa ravvicinato di Tonoli. Il Padova si difende con ordine, ricorrendo anche al fallo tattico (ammonito Perrotta al 26’) e affidandosi alle giocate di qualità di Gomez. Nel finale il Modena continua a premere senza trovare varchi, e al 45’ si va all’intervallo sull’1-0 per i biancoscudati, dopo due minuti di recupero.
Si riparte senza cambi e con il pallone al Padova, ma il Modena riprende subito a spingere. Al 47’ Gliozzi calcia da dentro l’area: Sorrentino è attento e para; sulla stessa azione arriva anche il cross di Zanimacchia per Zampano, che di testa manda fuori. Al 52’ è ancora Sorrentino a bloccare con sicurezza il tiro da fuori area di Massolin. Un minuto dopo, sugli sviluppi dell’ennesimo corner, Zampano crossa da fuori e pesca Tonoli: colpo di testa largo. Al 54’ altra occasione del Modena: Massolin si libera bene al limite e scarica un destro potente che si stampa sulla traversa. Il Padova fatica a uscire, mentre al 56’ arriva il giallo per Belli per una trattenuta su Di Mariano; al 59’ Fusi conquista un fallo vicino alla bandierina, sul cross di Gomez la difesa ospite allontana. Al 62’ primo cambio Modena: dentro De Luca, fuori Di Mariano. Il Padova prova a respirare: al 63’ Gomez conquista un angolo; al 64’ Belli è provvidenziale con una scivolata a fermare un’azione molto pericolosa degli ospiti. Al 65’ altri cambi per i canarini: fuori Zanimacchia e Adorni, dentro Dellavalle e Beyuku; al 68’ risponde Andreoletti: esce Belli, entra Villa. Al 70’ si accende Gomez con una grande botta da fuori: Chichizola alza sopra la traversa, è corner Padova. Il Modena riparte al 73’ con un’azione potenzialmente pericolosa, ma il traversone di Gliozzi non trova compagni e l’arbitro invalida per fuorigioco. Al 74’ ancora Gomez: Chichizola respinge, ma Fusi non riesce a ribadire in rete sulla palla vagante. Al 78’ doppio cambio Modena: dentro Pedro Mendes e Pyyhtia, fuori Santoro e Gliozzi. Triplo cambio Padova nello stesso minuto: entrano Lasagna, Seghetti e Crisetig, escono Harder, Bortolussi e Gomez. Nel finale il Modena assedia: all’81’ Sorrentino compie una grande parata su Gerli, servito dal buon invito di Massolin; sulla respinta Tonoli non può intervenire perché in fuorigioco. All’83’ altra “super parata” del portiere biancoscudato sul colpo di testa di Massolin, con deviazione sul palo. All’85’ giallo anche per Ghiglione per un fallo a centrocampo. All’86’ il Modena sfiora ancora il gol: De Luca, da pochi passi, colpisce il palo di testa. All’88’ ultimo cambio Padova: entra Faedo, esce Ghiglione. Al 90’ Ferrieri Caputi concede 6 minuti di recupero. Al 91’ il Padova trova una ripartenza efficace e Lasagna segna, ma l’assistente alza la bandierina per fuorigioco; il VAR interviene e, dopo il check, il gol viene convalidato: Capelli trova Varas, scarico per Lasagna e sinistro di piatto all’angolino, con palla che bacia il palo e si insacca per il 2-0 definitivo.
Nel dopo gara Matteo Andreoletti costruisce la sua analisi partendo dal valore dell’avversario e dall’onestà della prestazione. «Sapevo che loro fossero forti, ma non pensavo così tanto: mi hanno impressionato», ammette il tecnico, riconoscendo come il Modena abbia messo il Padova sotto pressione fino all’ultimo. Dentro una partita di questo livello, anche gli episodi hanno inciso: «Oggi siamo stati fortunati, ma la fortuna bisogna andare a prendersela», precisa subito, rivendicando però ciò che ha fatto la differenza. «I ragazzi sono stati straordinari per atteggiamento e volontà: è una squadra che non molla mai». Andreoletti chiarisce anche il piano partita: «Quando giochi contro un avversario così non puoi metterla sulla qualità o sul fisico, devi giocartela con le tue migliori caratteristiche», e individua l’identità del gruppo: «Secondo me questa squadra ha un cuore enorme, che ci permette di giocarcela con tutti».
La chiave, per l’allenatore, è stata soprattutto la fase difensiva: «Dal punto di vista individuale alcuni ragazzi hanno fatto una prestazione incredibile, ma ciò che risalta è lo spirito della squadra, pronta a difendersi sempre con le unghie e con i denti». Un atteggiamento che diventa prospettiva: «Le fondamenta per il futuro del Padova sono queste». Il confronto con Palermo è inevitabile: «Là, pur giocando bene, non abbiamo raccolto punti; oggi forse abbiamo giocato meno bene, ma i ragazzi si meritano la vittoria per quanto dato in campo».
Sui singoli, Andreoletti sottolinea il ritorno al gol di Bortolussi («Non ero preoccupato, sono contento sia tornato al gol»), la rete di Lasagna al rientro («Sono felice anche per lui») e la prova del portiere: «Sorrentino è stato determinante, ha fatto parate straordinarie». Lo sguardo si allarga poi al bilancio del girone d’andata: «Siamo partiti da outsider ed essere oggi a 25 punti è meraviglioso», pur con la consapevolezza che «la Serie B non ti permette di rilassarti». Fiducia, però, c’è: «Affrontare il girone di ritorno con questo spirito è la cosa che più mi dà fiducia».
Fondamentale, infine, il contributo dell’Euganeo: «Oggi il pubblico ha fatto la differenza, è stato la miccia per l’atteggiamento dei ragazzi. L’inno mi emoziona ogni volta e quando eravamo in difficoltà ci hanno spinto ancora di più: senza i tifosi oggi forse non avremmo nemmeno pareggiato».
A partita sbloccata, Andreoletti riconosce anche alcuni margini di miglioramento nella gestione delle transizioni offensive: «Oggi il Modena ha un po’ modificato il modo di venire a prendere l’avversario, hanno scelto di essere più aggressivi davanti e di metterla spesso sull’uno contro uno: ci hanno sorpresi un po’». Da qui la riflessione tattica: «Dobbiamo essere più bravi a contrattaccare in queste situazioni». Le scelte dalla panchina vanno lette in questa direzione: «La scelta di mettere Seghetti e Lasagna è stata fatta proprio per attaccarli a campo aperto e non abbassare la squadra». Il rammarico resta misurato: «Potevamo fare di più nelle ripartenze, sicuramente, ma contro questi avversari non è facile».
Un ulteriore motivo di soddisfazione, per il tecnico biancoscudato, arriva però dalla gestione dei calci da fermo, uno dei punti di forza del Modena: «Sono molto bravi sulle palle inattive, hanno grandi battitori e ottime caratteristiche». Il dato dei dodici corner concessi senza subire gol viene letto come una conferma del lavoro svolto: «Noi abbiamo lavorato tanto sulle palle inattive e, senza volermela tirare, credo che il risultato di oggi sotto questo aspetto sia frutto di tanto lavoro ed è motivo di ulteriore orgoglio».
Nel dopo gara Kevin Lasagna si presenta con il sorriso di chi ha inciso subito al rientro, ma anche con la consapevolezza di una vittoria costruita nella sofferenza. L’attaccante racconta l’attesa del VAR con semplicità: «Ho dovuto aspettare, ma l’importante è esultare e portare a casa questi tre punti». Più del gol in sé, però, Lasagna sottolinea il modo in cui è maturato il successo: «I miei compagni hanno lottato su ogni pallone, su ogni rimpallo, e il portiere ha fatto dei miracoli. Vincere così è ancora più bello». Alla legittima recriminazione del Modena per le tante occasioni create, risponde rivendicando lo spirito del Padova: «È normale che siano amareggiati, ma volevamo fare tre punti davanti a questo pubblico che se li merita. I miei compagni hanno respinto tanti tiri e hanno combattuto su ogni palla: questo è un grande merito». Il gol assume un peso particolare anche sul piano personale: «Per un attaccante i gol sono tutti belli, ma questo, anche perché tornavo dall’infortunio e per i tre punti, è il più importante». L’abbraccio alla panchina dopo la convalida è il simbolo di un rientro vissuto come un ritorno a casa: «È stato un abbraccio di gruppo. Dopo l’infortunio non mi hanno mai fatto sentire solo, volevo festeggiare con loro. Essere un gruppo unito può portare solo benefici». Sull’infortunio chiarisce: «Non ho avuto ricadute, la cicatrice non si puliva e ho avuto bisogno di più tempo. A Palermo era presto, mi allenavo in gruppo da soli tre giorni: oggi era il giorno giusto». Guardando al bilancio del girone d’andata, Lasagna invita alla prudenza: «Ventiquattro punti sono un buon bottino, ma la Serie B è molto ostica, soprattutto al ritorno. Non dobbiamo abbassare il livello». E sugli obiettivi frena ogni slancio: «In B non ha senso fare calcoli: se perdi due partite sei in zona retrocessione, se ne vinci due sei in zona playoff. Pensiamo prima a salvarci». La prestazione contro il Modena, però, lancia un messaggio chiaro: «Con cuore e intelligenza possiamo sopperire anche a un gap tecnico». Il resto, come la possibilità di un Padova con più punte, «lo decide il mister». Ma intanto, il ritorno di Lasagna è già un fatto.
Appuntamento ora a sabato 17 gennaio, alle ore 15, ancora tra le mura dell’Euganeo: nella prima giornata del girone di ritorno sarà il Mantova l’avversario dei biancoscudati, per quello che è a tutti gli effetti uno scontro diretto, con l’obiettivo di dare continuità a questa importante vittoria.