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L’estate appena finita – la più calda in Italia dal 1950 – ha confermato in modo pesante come la crisi climatica riguardi tutti. E tutti sono chiamati a prenderne coscienza, al di là – o proprio a causa – delle resistenze, dei ritardi e delle negligenze dei governanti. Perché a tutti era rivolto l’appello lanciato 11 anni fa da Papa Francesco con la Laudato sì’. Per capire quali correzioni di rotta è necessario adottare, nella dimensione locale come in quella globale, una bussola preziosa è il “Corso nazionale di Formazione per comunità e parrocchie verso l’ecologia integrale”.
Ideato e promosso da Caritas italiana, Focsiv (Federazione degli organismi di volontariato internazionale di ispirazione cristiana) e Fondazione Lanza, questa VI edizione sarà articolata in sei lezioni online, dal 5 ottobre al 14 dicembre 2026, dalle 17.30 alle 19.30. Le sei lezioni sono pensate per chi ha responsabilità pastorali, diocesane o parrocchiali, per chi è attivo in movimenti e associazioni, per chiunque voglia coinvolgersi nella lotta al cambiamento climatico. Tre i temi in programma: ecologia economica, ecologia sociale ed ecologia naturale. Tre ambiti profondamente intrecciati tra loro, complementari per comprendere un’unica crisi.
Le prime due lezioni analizzano la necessità di superare il paradigma della “crescita economica illimitata”, ripensando cioè il significato del modello economico che finora ha prodotto esclusione, disuguaglianze e consumo del capitale naturale: un approccio non al servizio dello sviluppo, ma spesso solo del profitto. L’ecologia integrale invece propone un’economia che serva le persone e il bene comune, ponendo limiti nella gestione del Creato.
La terza e la quarta lezione si concentrano su una delle conseguenze più drammatiche della crisi climatica: l’aumento delle migrazioni causate da eventi estremi, desertificazione, degrado degli ecosistemi. Gli sfollati climatici ci ricordano che la crisi ecologica ha un volto umano, che c’è un legame tra degrado ambientale e disuguaglianze sociali.
Quinto e sesto appuntamento sui territori e sull’impegno concreto. È nella dimensione locale che gli effetti della crisi diventano esperienza concreta, ma anche spazio di cambiamento con politiche per la natura capaci di integrare adattamento climatico, tutela degli ecosistemi, pianificazione territoriale e rigenerazione urbana. Rafforzando la resilienza delle comunità a partire dai più deboli.
“È arrivato il tempo di capire cosa significa la conversione ecologica verso nuovi stili di vita”, dice don Marco Pagniello, direttore di Caritas italiana: “E il corso è un’occasione preziosa – afferma – per comprendere le grandi connessioni tra povertà, disuguaglianze e cambiamenti climatici e orientarci verso modelli nuovi di sviluppo, giusti e solidali”.
Concorda Ivana Borsotto, presidente della Focsiv: “Per chi fa cooperazione internazionale, l’ecologia integrale ribadisce che non si può servire davvero l’uomo senza custodire la terra, né custodire la terra senza giustizia per i poveri”. Per la Focsiv “il grido della terra e il grido dei poveri sono lo stesso grido, e solo uno sguardo che tiene insieme ambiente, economia, cultura e dignità delle persone può generare uno sviluppo che non lasci indietro nessuno, né oggi né domani”.
In una fase in cui sarebbe necessaria la massima cooperazione internazionale, interessi economici e nuovi nazionalismi boicottano la convergenza su soluzioni non più rinviabili. Guerre e riarmo poi sottraggono somme enormi ai programmi per il clima. Così gli appuntamenti internazionali partoriscono soluzioni di compromesso al ribasso. A conclusione del corso, il 25 gennaio 2027, è previsto l’evento speciale online “Dalle Cop a Santa Marta: quali prospettive per i negoziati sulla crisi climatica”: da un lato le Conferenze delle parti (Cop) promosse dall’Onu, e dall’altra la Conferenza di Santa Marta, con cui in Colombia ad aprile un gruppo di Paesi del Nord e del Sud, insieme a scienziati e società civile, hanno avviato un’alternativa più proattiva ed efficiente rispetto alla tradizionale Cop.
Per iscriversi al corso online è necessario compilare entro il 5 ottobre prossimo il form disponibile sui siti di Caritas Italiana, Focsiv o Fondazione Lanza, o direttamente a questo link https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSf1jSCQHo1mnTToRyp4HpkoUAYMJ6xNBzYK0eJlLMSbKfolCw/viewform .
È richiesta una quota di adesione di 35 euro come impegno di presenza e minimo sostegno ai costi del corso. Tra i media partner Avvenire fornirà agli iscritti l’accesso gratuito al giornale on line per tutto il periodo del corso. Verranno forniti registrazioni, slide e documenti e, su richiesta, un attestato di partecipazione.