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Tessuto sociale ricco e vitale. La sindaca: «Affrontare i problemi concreti dei cittadini e prenderci cura degli spazi che la comunità utilizza ogni giorno: così preserviamo la nostra vitalità sociale»
La collocazione geografica di Grisignano di Zocco, presso cui transitano le principali vie che collegano il territorio di Vicenza a quello del Padovano, costituisce un significativo vantaggio e al contempo un’impegnativa sfida per un Comune che conta poco più di 4.300 abitanti. «La nostra posizione strategica e la conseguente vitalità produttiva dell’area industriale – spiega infatti Elisa Bastianello, la sindaca – non devono mettere in secondo piano le esigenze delle persone che abitano e vivono queste zone». Tema particolarmente caldo, questo, soprattutto alla luce del progetto che prevede di far passare per la stazione del paese la linea della Tav: «Non un argomento astratto per il nostro territorio, ma una realtà concreta che porta con sé preoccupazioni legate a cantieri, disturbi legati al rumore, interferenze con abitazioni e attività economiche. È però allo stesso tempo un progetto destinato ad avere ricadute decisive sulla mobilità di tutta questa parte dell’est Vicentino: per questo collaboriamo con gli altri enti coinvolti, al fine di governare le ricadute locali di un’opera senz’altro necessaria, la cui funzionalità supera ampiamente i confini comunali».
Alle riflessioni sul cantiere della Tav, il Comune affianca anche interventi di riqualificazione e ampliamento del parcheggio della stazione e di manutenzione degli spazi vissuti quotidianamente dalle persone: strade, marciapiedi, edifici pubblici, impianti sportivi, aree verdi e luoghi di aggregazione. «È anche questo il modo in cui interpreto l’amministrazione di un piccolo Comune come il nostro – motiva Bastianello – affrontare i problemi concreti dei cittadini e prenderci cura degli spazi che la comunità utilizza ogni giorno. È così che preserviamo anche la nostra vitalità sociale e il nostro patrimonio umano». È infatti molto ricco il tessuto di associazioni ed enti di volontariato del paese, che accoglie realtà che operano in vari settori, dall’assistenza e dal trasporto sociale, allo sport e alla cultura. «Sono ambiti diversi – afferma la sindaca – ma che condividono la bellezza di tante persone che dedicano gratuitamente una parte del proprio tempo agli altri. E un altro significativo esempio dei migliori frutti del volontariato nel nostro territorio è l’Antica Fiera del Soco: non soltanto una manifestazione, ma parte della storia del paese e occasione in cui la nostra comunità, relativamente piccola, accoglie migliaia di persone provenienti da un’area molto più ampia».
La ricchezza sociale costituisce dunque uno dei beni più preziosi di un Comune con una popolazione che conta un 27 per cento di under 30, un 50 per cento tra i 30 e i 65 anni e un 23 per cento di over 65, con esigenze e interessi molto diversi. Si rende dunque necessario soddisfare i bisogni di una cittadinanza eterogenea, prestando ascolto ai desideri delle famiglie con bambini piccoli, ma garantendo al contempo ai giovani buone ragioni per restare e partecipare alla vita della comunità e permettendo a chi invecchia di mantenere un bel nucleo di relazioni e di trovare servizi adeguati.
«Il mio desiderio per Grisignano – sostiene infatti la sindaca – è che riesca a sfruttare al meglio la propria posizione strategica, senza perdere la dimensione di comunità. Siamo un Comune piccolo, attraversato però da dinamiche molto più grandi dei nostri confini. La sfida è riuscire a trasformare questa condizione in un’opportunità, valorizzando quei legami che ci tengono insieme».
Il parroco: «La nostra collocazione ha il vantaggio di permetterci di sperimentare una vita comunitaria dal sapore davvero familiare, instaurando legami di preziosa prossimità»
Anche sul piano ecclesiale incidono le peculiarità del posizionamento geografico di Grisignano di Zocco, situato a cavallo tra il padovano e il vicentino. Entro i confini comunali si trovano infatti tre parrocchie, Grisignano, Barbano (il cui parroco è don Michele Fanton) e Poiana di Granfion: le prime due in Diocesi di Padova, la terza in Diocesi di Vicenza.
«La nostra collocazione, pur nella varietà della realtà territoriale – sottolinea a questo proposito don Angelo Passarotto, parroco di Grisignano – ha il vantaggio di permetterci di sperimentare una vita comunitaria dal sapore davvero familiare. E anche il numero tutto sommato limitato di parrocchiani, circa 2.300, fa sì che ci conosciamo tutti e che tra noi si possano instaurare legami fraterni e di preziosa prossimità».
Importante promotore di occasioni di incontro e di condivisione è d’altra parte il circolo Noi, che si pone l’obiettivo di rendere il centro parrocchiale un luogo in cui ciascuno possa tessere e coltivare relazioni. «Da questo punto di vista – continua don Passarotto – il nostro impegno si rivolge in maniera particolare ai bambini e ai giovani. È infatti spesso nella dimensione del gruppo che i ragazzi, in parrocchia, vivono le proprie esperienze più belle e significative, sia durante l’anno, sia nel periodo estivo. Da tre anni, poi, abbiamo instaurato una positiva collaborazione con il Comune, che ha assunto la gestione della scuola dell’infanzia, ora statale, ospitata proprio negli spazi parrocchiali».
E se i bambini, gli adolescenti e i giovani trovano nell’incontro e nella fraternità le proprie occasioni di vita comunitaria più autentiche, gli adulti invece sono impegnati soprattutto nel servizio: nelle iniziative di carità, nella catechesi, nella ministerialità delle celebrazioni liturgiche e nel contesto dell’Antica Fiera del Soco.
«Da qualche tempo, in alcuni di questi ambiti – afferma il parroco – stiamo sperimentando la bellezza dell’aiuto reciproco con la parrocchia di Barbano, specialmente nella catechesi, nella gestione della Caritas e nelle attività giovanili. Questo ci permette di allargare le nostre prospettive e, nel caso del servizio caritativo, di intervenire in maniera più capillare a sostegno delle fragilità del nostro territorio. Sono anche i primi passi verso la novità che la Chiesa diocesana ci invita ad accogliere, con l’obiettivo di allargare a poco a poco lo sguardo anche alle altre comunità della nostra collaborazione pastorale di Montegalda».
L’intento è quello di riuscire, nel sostegno reciproco, a valorizzare le specificità di ciascuna parrocchia e di condividere alcuni progetti, come ad esempio la formazione degli operatori pastorali.
«A questo livello di cooperazione – aggiunge infine don Passarotto, che è anche il presbitero coordinatore della collaborazione – si affiancano occasioni in cui sperimentare una vicinanza e una fraternità più allargate, che coinvolgano le intere comunità, come il tradizionale pellegrinaggio a Monte Berico, del primo sabato di ottobre, che la collaborazione quest’anno vivrà insieme, festeggiandone il venticinquesimo anniversario. L’obiettivo pastorale profondo che ci guida, in tutte le iniziative che proponiamo, come parrocchia e come collaborazione, è riuscire a dare testimonianza di Cristo nel mondo di oggi, nelle modalità migliori, a tutti i nostri fratelli. D’altro canto è questa la nostra vera forza, l’aspetto centrale del nostro essere comunità cristiane: come ci esorta a fare San Paolo, non abbiamo nient’altro da testimoniare, se non Cristo (1Cor 2, 2)».
Il nome Zocco deriva da soco, il ciocco, il ceppo. Secondo la tradizione indicherebbe il tronco presso il quale si riuniva l’annuale mercato dei cavalli; un’altra ipotesi parla di una stazione di posta con dei tronchi all’esterno dove si legavano gli animali da trasporto.