Fatti
Saper ascoltare e collaborare. Il sindaco: «Considero i cittadini una grande famiglia. Il poliambulatorio ha tre medici, altrove uno. Da noi vengono giovani coppie: qui gli appartamenti nuovi costano di meno»
Meno di quattromila abitanti distribuiti su quasi 25 chilometri quadrati, due parrocchie i cui centri distano quasi sette chilometri l’uno dall’altro. Si tratta di Pozzonovo e della frazione Stroppare, che hanno mantenuto numerosi spazi verdi e agricoli in mezzo a nuove lottizzazioni. Dal 2017 li guida Arianna Lazzarini, al secondo mandato consecutivo ma da una vita in politica come rappresentante della Lega. «Da trent’anni sono iscritta a questo partito. Avevo già fatto esperienza in politica e in amministrazione come assessore comunale e provinciale (quando c’erano le vecchie Province, ndr). In seguito sono stata eletta consigliera regionale. Nel 2015 ho però dovuto interrompere il percorso a Palazzo Ferro Fini per problemi di salute e non mi sono ricandidata». Uno stop soltanto momentaneo. «Nel 2017 il mio Comune andava al voto dopo essere stato commissariato, mi sono proposta e i miei concittadini mi hanno scelta. A cui si è aggiunta, l’anno successivo, l’elezione in Parlamento». Più impegni concomitanti, ma per Lazzarini quello amministrativo a Pozzonovo è il principale: «Un piccolo Comune richiede molto più tempo ed energia. Tutti ti conoscono personalmente, peraltro abbiamo pochi dipendenti in municipio e tante scadenze da gestire direttamente».
Il contatto diretto è una delle chiavi per amministrare al meglio la comunità, secondo Lazzarini: «Punto all’ascolto e alla collaborazione, considero i residenti una grande famiglia allargata. A partire dagli imprenditori locali: qui abbiamo realtà come la Tresoldi, attiva nella metallurgia; come la Venturini e la Ggz, rispettivamente nella metalmeccanica e nella produzione di capi d’abbigliamento».
Ma anche con le parrocchie: «Abbiamo fatto un importante lavoro negli anni per acquisire le scuole materne, d’accordo con la parrocchia. Ora abbiamo 27 iscritti al nido, 70 alle materne e pure dieci alla sezione primavera. Abbiamo investito oltre 2 milioni di euro per questi servizi». Il sociale in generale fa la parte del leone, aggiunge la sindaca. «Massima attenzione alla salute, diritto di tutti. In un Comune delle nostre dimensioni abbiamo fatto aprire un poliambulatorio con ben tre medici, quando altrove ne hanno a malapena uno. Per non parlare di iniziative di beneficenza e promozione, come con Team for Children». E non è tutto, gongola Lazzarini: «Abbiamo predisposto il “bonus bebè”, 100 euro per ogni famiglia. Cerchiamo di garantire esenzioni il più possibile sull’Irpef comunale a chi ne ha diritto, senza aumentare nel contempo l’Imu. Non per caso sono venuti ad abitare qui nuovi nuclei. Gli appartamenti nuovi, peraltro, costano meno rispetto a quelli nei paesi vicini».
Non mancano sfide nel presente e nel futuro. Per la cultura locale, innanzitutto. «Abbiamo prodotti tipici come la patata “merica”, con una festa ad hoc a ottobre. Ma c’è anche altro, a beneficio della memoria: un appassionato del posto ha raccolto in un volume i soprannomi delle principali famiglie di Pozzonovo, tra cui anche la mia». Un modo per non dimenticare le proprie radici. «Provengo da una famiglia di commercianti, i miei nonni emigrarono dal Polesine dopo l’alluvione del 1951. Mi hanno insegnato fin da piccola il valore del duro lavoro». Un altro fronte aperto è quello della viabilità: «C’è una battaglia in corso per aprire un altro casello autostradale nelle vicinanze, è fondamentale per la mobilità della Bassa».
Il parroco: «Mi ritrovo con quindici battesimi all’anno al netto di una trentina di funerali, ma lo spirito comunitario è vivo. Qui non manca nulla, la pallavolo ha ottenuto successi»
È al timone della parrocchia della Natività della Beata Vergine Maria di Pozzonovo da ottobre 2015.
Don Pietro Grinzato da oltre un decennio affronta le sfide della secolarizzazione e della contestuale partecipazione della comunità dei fedeli, inevitabilmente presenti anche qui: «Sono ancora uno dei pochi parroci a gestire un’unica parrocchia – spiega il parroco classe 1960 – Purtroppo, anche qui il sentimento religioso è calato nel tempo. Facciamo fatica soprattutto a coinvolgere con continuità i bambini e i ragazzi, nonostante i loro genitori continuino a chiedere i sacramenti».
Un calo in concomitanza con la netta diminuzione delle nascite: «Mediamente mi ritrovo con quindici battesimi all’anno al netto di una trentina di funerali amministrati, a volte anche di più». Una differenza in parte compensata dall’insediamento di cittadini dai Comuni contermini. «Hanno costruito molto negli ultimi anni. E a Pozzonovo i prezzi degli appartamenti sono più accessibili rispetto ad altre zone come Monselice o Este» precisa.
Per fortuna lo spirito comunitario, secondo don Pietro, è ancora vivo tra i circa poco più 3.400 abitanti. Merito dei tanti servizi ancora disponibili: «Qui non manca nulla: i residenti possono contare sulle materne e sull’asilo nido, più tutte le scuole dell’obbligo. E, ancora, la casa di cura, il poliambulatorio e i centri di ritrovo». Parole che riecheggiano quelle della sindaca. «La collaborazione con l’amministrazione comunale è fondamentale per garantire tutto questo. Qualcuno mi ha accusato di essere schierato, ma io cerco solo di concretizzare il bene dei parrocchiani».
Motivo di orgoglio per il presbitero è soprattutto il mondo associativo: «Abbiamo tante realtà di questo tipo, sia sportive che di volontariato puro, che tengono vivo il paese. C’è la Caritas locale, che segue oltre una ventina di casi organizzando la raccolta e la distribuzione di viveri, nella fattispecie famiglie straniere e anziani soli. Ci sono i gruppi dei lettori della messa e di preghiera per Padre Pio. Mancano purtroppo sezioni locali degli scout o dell’Azione Cattolica, ma il Circolo Noi lavora bene e tiene aperto e attivo il patronato. Per non parlare dei contatti proficui con il Sermig, il Servizio missionario giovani, e con la sezione di Camisano Vicentino». A cui si aggiunge il supporto sui social. «Alcuni volontari caricano il calendario liturgico e le letture domenicali su queste piattaforme». Senza dimenticare la parte sportiva vera e propria: «Le squadre di pallavolo hanno ottenuto successi prestigiosi. Anche la locale società calcistica ha fatto molta strada, seppure si stia muovendo per vie autonome rispetto a un tempo; in compenso, alcuni gruppi sportivi di paesi vicini utilizzano i nostri impianti».
Al di là delle occasioni di ritrovo agonistiche e ricreative, il calendario pastorale comprende importanti appuntamenti: si tratta delle feste patronali dedicate a sant’Attanasio e alla Natività della Beata Vergine Maria. «La prima cade il 2 maggio. Una volta le veniva dedicato tanto spazio, in seguito sono stati ridotti i festeggiamenti trattandosi di un periodo abbastanza piovoso; negli ultimi anni facciamo una processione la sera». La seconda è una ricorrenza più nota, cade l’8 settembre e concentra ancora tanta attenzione. «Le dedichiamo almeno tre o quattro sere all’anno. Oltre ad allestire uno stand gastronomico in piazza, organizziamo momenti culturali veri e propri su determinati temi; per l’esempio, le ultime volte erano in programma incontri di approfondimento sul pellegrinaggio».