Dolo-Camponogara-Campagna Lupia. Quelle batterie preoccupano
Due progetti di accumulo elettrico a poche centinaia di metri l’uno dall’altro — a Lughetto di Campagna Lupia e a Dolo, vicino alla centrale Terna di Sambruson — preoccupano amministrazioni e cittadini per elettromagnetismo, calore, traffico e rischio incendi. I sindaci non si dicono contrari ma chiedono di valutare gli effetti cumulativi, complicati da iter autorizzativi separati. Il consigliere regionale Flavio Baldan ha depositato un’interrogazione; i comitati hanno raccolto centinaia di firme.
Nei terreni vicini ai centri abitati della Riviera del Brenta arrivano i Bess, sistemi a batterie che accumulano elettricità per restituirla alla rete quando serve. Due progetti, a poche centinaia di metri l’uno dall’altro, sollevano tra amministrazioni e cittadini interrogativi sulla tutela della salute e dell’ambiente: uno a Lughetto di Campagna Lupia, da 298 megawatt su 45 mila metri quadrati di area agricola, l’altro a Dolo, promosso da Viola Rinnovabili, su quattro ettari, vicino alla centrale Terna di Sambruson. Sulla vicenda è intervenuto il consigliere regionale 5 Stelle Flavio Baldan, che ha depositato un’interrogazione per chiedere studi sugli effetti cumulativi, alternative viarie per i camion e compensazioni per i Comuni coinvolti. Sollecita inoltre l’approvazione del disegno di legge regionale che prevede una fascia di rispetto di almeno 500 metri dai centri abitati. Per il sindaco di Dolo Gianluigi Naletto, la priorità è conoscere l’impatto complessivo sulla comunità. «L’accumulo serve ad accompagnare la decarbonizzazione, ma chiediamo di conoscere gli effetti dei due impianti insieme sulla salute di chi abita nelle vicinanze». Il Comune ha chiesto ad Arpav di approfondire le possibili ricadute dell’elettromagnetismo, il calore prodotto, il traffico e l’impatto visivo. A complicare il quadro sono i percorsi autorizzativi distinti, uno regionale e l’altro ministeriale, che rischiano di lasciare separate le valutazioni. Per questo Naletto propone di portare la questione nella Conferenza Stato-Regioni: «Serve un modello di riferimento comune che dia un chiaro indirizzo per la tutela della salute della collettività». Sulla stessa linea il sindaco di Campagna Lupia Alberto Natin: «Non siamo contrari e possiamo proporre soluzioni, anche individuando spazi lontani dalle abitazioni. Ma vogliamo risposte sull’impatto ambientale e sulla salute dei cittadini». Il progetto di Lughetto occuperebbe una superficie equivalente a circa sette campi da calcio. Natin richiama le preoccupazioni per eventuali incendi e le peculiarità idrauliche del territorio: «Chiediamo alla Regione e al Ministero un ragionamento più ampio, evitando impianti a macchia di leopardo e coinvolgendo il territorio». Il sindaco di Camponogara Antonio Fusato teme ulteriori richieste nel proprio Comune, vista la vicinanza alla centrale Terna: «Anche quello della gente che abita lì è interesse pubblico. Ci sono case a 50 metri: dobbiamo garantirne i diritti». Alle preoccupazioni per la sicurezza aggiunge quelle per il rumore dei sistemi di raffreddamento e la svalutazione delle abitazioni e non intende rimuovere il divieto ai mezzi pesanti su via Casino Rosso: «Non ho altre armi per tutelare chi ci vive. Gli impianti si facciano nei luoghi adatti, su terreni già compromessi». Alle iniziative delle amministrazioni si affianca la mobilitazione dei comitati, che contro il progetto di Campagna Lupia hanno raccolto centinaia di firme.