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Nuova rassegna al via al cinema teatro Italia di Dolo. Il 17 aprile con Autoritratto di Davide Enia, si apre infatti “#Tempopresente”, tre appuntamenti dedicati ai linguaggi del teatro contemporaneo, un percorso concentrato pensato per interrogare il presente attraverso forme diverse della creazione teatrale: il teatro di narrazione, la drammaturgia civile e il confronto con il grande repertorio tragico.
«Il teatro, e in generale l’arte, rappresentano lo strumento migliore per concedersi il giusto tempo di riflessione – afferma Matteo Bellomo assessore alla Cultura di Dolo – In un momento storico di inquietudini, conflitti e tragedie riflettere sul tempo presente ci permette di andare persino oltre la cifra artistica delle rappresentazioni proposte, per riscoprire quel senso di comunità che, a tutti i livelli, oggi manca».
Il primo appuntamento è dunque con il nuovo lavoro di Davide Enia, palermitano, tra i protagonisti più riconosciuti del teatro di narrazione italiano, premiato con il Premio Ubu 2025 come miglior attore/performer e miglior nuovo testo italiano. Attraverso il cunto siciliano, la parola e la musica dal vivo di Giulio Barocchieri, Enia costruisce un racconto che intreccia memoria personale e storia civile, trasformando la scena in uno spazio di interrogazione sul rapporto tra individuo, Stato e responsabilità collettiva. Il secondo appuntamento è Salām/Shalom. Due Padri di Massimo Somaglino e Alessandro Lussiana (il 23 aprile), tratto dal romanzo Apeirogon di Colum McCann. Lo spettacolo porta in scena la storia reale dell’israeliano Rami Elhanan e del palestinese Bassam Aramin: entrambi hanno perso le figlie nel conflitto e hanno scelto di trasformare il dolore in un percorso di dialogo e testimonianza.
Si conclude il 7 maggio con I Persiani di Eschilo nella lettura scenica di Silvio Castiglioni con I Sacchi di Sabbia, proposta in prima regionale. Rappresentata ad Atene nel 472 a.C., la tragedia più antica giunta fino a noi racconta la sconfitta dell’esercito persiano nella spedizione contro la Grecia e introduce sulla scena una figura di nemico profondamente umana, segnata dalla perdita e dalla sconfitta. A distanza di oltre duemila anni, il testo di Eschilo continua a interrogare il nostro presente e il modo in cui guardiamo l’altro, anche quando è avversario. Lo spettacolo si arricchisce di un progetto promosso dall’Ufficio cultura del Comune in collaborazione con l’istituto tecnico commerciale Maria Lazzari: il coro greco sarà composto da sette studentesse, coinvolte nella messinscena.
Per info e prenotazioni: tel. 371-1926476 e info@echidnacultura.it