Mosaico | Cultura
Santo Natale 1939. «I fedeli hanno visitato il presepio. Cosa nuova per la parrocchia. Appena lanciata l’idea, è stato un plebiscito spontaneo di offerte. La cosa mi ha veramente commosso. Manca tuttavia un locale adatto e sufficiente». Così annotava don Placido Ponchia nel libro cronistorico della parrocchia di Santa Maria Assunta in Salboro, che il sacerdote, nato a Voltabarozzo il 26 maggio 1910, ha meticolosamente gestito dal 20 ottobre 1939, quando a 29 anni è succeduto a don Quirino Signor, fino al 1975, quando si è ritirato
con la sorella nella casetta di famiglia a Voltabarozzo, parrocchia in cui
ha continuato a confessare e a celebrare la messa. Si è spento il 20 maggio 1989.
Questa preziosissima testimonianza storica è ora diventata un libro, grazie al lavoro del curatore Flavio Dalla Libera, di Franca Cecchinato e dell’associazione SalboroIncontra Aps. Il volume, Un pastore fra due epoche. Don Placido Ponchia, parroco di Salboro dal 1939 al 1975. Dalle pagine del Cronistorico parrocchiale, con la prefazione del vescovo Claudio Cipolla, la presentazione dell’attuale parroco don Cristiano Arduini e l’introduzione di Ivo Rossi, viene presentato sabato 10 ottobre, alle 20.45, nella chiesa di Salboro.
Innumerevoli gli spunti che ci danno lo spaccato di un microcosmo in profondo, continuo, cambiamento. Il parroco è veramente preciso, annota praticamente tutto.
Il primo settembre 1975 si chiude il cronistorico: «Dopo 36 anni il parroco di Salboro, per sua personale e volontaria decisione, accettata con molta resistenza dai Superiori, davanti al Vicario Generale ha firmato oggi la rinuncia alla Parrocchia. Stanchezza, fuga, calcoli? Ho tanto lavorato, ho fatto quello che ho potuto, intendo lavorare ancora, sebbene un po’ meno, e soprattutto senza responsabilità. è sbagliato? Che Dio mi perdoni e mi aiuti nella sua misericordia. Ho voluto bene a Salboro e anche Salboro me ne ha voluto. Ma ho 65 anni!».