Mosaico
Ha preso avvio il 29 maggio la festa della birra in Corte organizzata dalla pro loco Arre, giunta alla ventesima edizione e che si articolerà anche nel fine settimana dal 5 al 7 giugno, oltre che il 1° e 2 giugno.
Ogni sera apertura dello stand gastronomico dalle ore 19 con servizio al tavolo e una proposta che include anche la pizza e concerti live con diverse cover band.
«In un piccolo comune di appena 2.120 abitanti – racconta uno degli organizzatori – c’è una realtà che ogni anno riesce a sorprendere e a dimostrare quanto il volontariato possa ancora essere una forza viva, concreta e capace di unire le persone. la Pro Loco di Arre con il patrocinio del Comune, propone la tradizionale “Festa della Birra in Corte” e la “Festa del Frumento”, due appuntamenti molto attesi che non rappresentano soltanto momenti di divertimento, musica e tradizione, ma soprattutto un grande progetto collettivo costruito grazie all’impegno dei volontari».
Il dato che più colpisce è proprio questo: dietro l’organizzazione della manifestazione ci sono moltissimi giovani del paese che scelgono di dedicare il proprio tempo libero alla comunità. Ragazzi e ragazze che montano strutture, servono ai tavoli, organizzano eventi, accolgono le persone e lavorano insieme con entusiasmo e responsabilità. «Un segnale importante – continua uno dei volontari – soprattutto in un periodo storico in cui spesso si sente dire che i giovani “non hanno più voglia di fare sacrifici” o di impegnarsi per gli altri».
Ad Arre accade esattamente il contrario: sono 70 i volontari di età compresa tra i 14 e i 30 anni, a dimostrare che il desiderio di partecipare, aiutare e costruire relazioni esiste ancora ed è forte.
Ma c’è un altro aspetto che rende questa esperienza ancora più significativa. All’interno del gruppo dei volontari sono coinvolti anche circa 20 ragazzi con disabilità o in situazione di fragilità psichica. Non come ospiti o semplici partecipanti, ma come volontari a tutti gli effetti. Ognuno con il proprio ruolo, le proprie capacità e il proprio contributo concreto alla riuscita della festa.
È questo forse il messaggio più bello della manifestazione: una comunità che non lascia indietro nessuno e che sceglie di valorizzare le persone per ciò che possono dare, non per le loro difficoltà. Durante la festa non esistono differenze tra “chi aiuta” e “chi viene aiutato”: tutti lavorano insieme, condividono responsabilità, fatiche e soddisfazioni. La manifestazione diventa così anche un esempio concreto di inclusione sociale autentica, lontana dagli slogan e vissuta nella quotidianità. Un modo semplice ma potente per abbattere pregiudizi ancora troppo diffusi sulla disabilità, sulla salute mentale e sul ruolo dei giovani nella società.
«Oggi si parla spesso di individualismo e disinteresse, ma qui ad Arre vediamo ogni giorno il contrario: giovani che scelgono di mettersi a disposizione degli altri e una comunità che cresce proprio grazie all’inclusione», commenta così Michele Melato, presidente dell’associazione. In anni segnati da conflitti, divisioni e crescente individualismo, esperienze come quella di Arre ricordano quanto sia importante coltivare la cultura del volontariato. Perché fare comunità significa proprio questo: sentirsi parte di qualcosa, mettere a disposizione il proprio tempo e creare spazi in cui ogni persona possa sentirsi utile e accolta.
Oltre alla “Festa della Birra in Corte” (dal 29 maggio al 7 giugno) a Corte Palazzo Papafava, il 13 e 14 giugno ci sarà anche “Festa del Frumento” con dimostrazioni agricole storiche, musica, mercatini e stand gastronomici. Ma, oltre agli eventi in programma, il vero cuore della festa saranno ancora una volta le persone che la rendono possibile.