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Due pesi e due misure. L’assurdo via libera ai tifosi per Euro 2021
Martedì 13 aprile. All’ora di pranzo, le principali organizzazioni sindacali dei medici lanciano un appello: «Il sistema ospedaliero è ancora in sovraccarico.
IdeeMartedì 13 aprile. All’ora di pranzo, le principali organizzazioni sindacali dei medici lanciano un appello: «Il sistema ospedaliero è ancora in sovraccarico.
Gli indici di occupazione delle terapie intensive e delle aree mediche Covid sono ben oltre le soglie critiche individuate. La mortalità resta elevata. Sì, i dati delle ultime settimane mostrano progressivi segnali di rallentamento della crescita dei contagi, ma siamo sempre sui 530 mila e serve molta cautela nell’allentare le misure restrittive della movimentazione sociale». Poche ore dopo, Gabriele Gravina, presidente della Federazione italiana gioco calcio, si dice ottimista sull’apertura dello stadio Olimpico di Roma, almeno per il 25 per cento della capienza, per la partita inaugurale dell’Europeo “itinerante” di calcio per la gara inaugurale dell’11 giugno per la gara inaugurale, rimandato dallo scorso a quest’anno: «Capisco le grandi ansie, le preoccupazioni di chi si limita alle analisi dei dati attuali ma dobbiamo avere coraggio e per questo ci dobbiamo proiettare all’11 giugno». E bisogna dire che aveva ragione. Da Palazzo Chigi, prima del tramonto parte una lettera che accontenta Figc e Uefa, la quale aveva posto l’ultimatum al 19 aprile.
I signori del pallone non hanno voluto affatto rinunciare al proprio privilegio già evidente a ogni partita, a suon di scontri, abbracci, urla e contatti, appare scontato. E il Governo, che attenderà i dati per far riarpire commercianti ed esercenti sul lastrico in piazza proprio negli stessi giorni, non ha usato lo stesso criterio con il calcio. Tutti siamo tifosi e comprendiamo che dietro alle partite ci sono posti di lavoro. Quello che non campiamo è come si possa riempire un catino di fronte alle centinaia di morti al giorno che ancora contia – mo, programmando anche la vaccinazione dei 600 calciatori coinvolti in Euro2020, mentre le campagne vaccinali dei Paesi europei sono tuttora minate dalla capacità produttiva delle multinazionali. Anche perché: ci sarà davvero gusto a esultare distanziati in stadi vuoti per i tre quarti?