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Ecumenismo. Sfredda (Sae): “C’è bisogno di Chiese inclusive per fedeltà all’annuncio originario di Cristo, rivolto a tutti e a tutte”
“Nei Vangeli Gesù risorto appare in primo luogo ad una donna. Chiese inclusive vuol dire comunità che accolgono tutti e tutte, ognuno con le sue imperfezioni, con il suo modo di essere diverso e unico. È una grande sfida ecumenica che abbiamo cercato di affrontare insieme nel dialogo, valorizzando i doni e i carismi e lasciando spazi per la crescita e la collaborazione a ognuno e ognuna, senza precomprensioni e pregiudizi”, spiega al Sir la presidente del Segretariato attività ecumeniche