Fatti
Edilizia. La truffa sul bonus facciate
Cantieri fantasma. Questo è il nome dell’ultima operazione, resa nota lo scorso 13 aprile, dei finanzieri del Comando provinciale di Verona.
FattiCantieri fantasma. Questo è il nome dell’ultima operazione, resa nota lo scorso 13 aprile, dei finanzieri del Comando provinciale di Verona.
Un provvedimento di sequestro preventivo d’urgenza di 110 milioni di euro, emesso dalla Procura della Repubblica, confermato poi dal Giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Verona, nei confronti di 13 società tra Padova, Vicenza, Verona e in altre regioni, operanti in Italia e in Austria e di 14 persone fisiche indagate a vario titolo per i reati di indebita percezione di erogazioni pubbliche, ricettazione, riciclaggio, autoriciclaggio e impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita. L’operazione ha richiesto una vasta attività di polizia giudiziaria che ha impiegati cento militari e interessato oltre alle province di Verona, Vicenza e Padova anche quelle di Roma, Brescia e Milano. I soggetti coinvolti negli illeciti hanno utilizzato in maniera distorta le diverse misure agevolative previste per interventi edilizi, sotto forma di crediti d’imposta cedibili a terzi e utilizzabili in compensazione mediante modello F24 o monetizzabili presso banche e altri gruppi di acquisto. Un meccanismo di frode che, in Veneto, ha di fatto comunicato all’Agenzia delle Entrate crediti d’imposta inesistenti in relazione al bonus “facciate” per oltre 84 milioni di euro. Ai sensi dell’articolo 121 del cosiddetto Decreto Rilancio (disegno di legge n. 34/2020), infatti, è possibile effettuare detrazione fiscale delle spese sostenute negli anni 2020 e 2021 nella misura del 90 per cento; ed è prevista anche la possibilità di cedere a terzi come credito d’imposta e, quindi, monetizzare, tale beneficio.
La Guardia di finanza ha potuto verificare come alcune delle società indagate sono state costituite in piena emergenza pandemica e sono risultate prive di strutture e mezzi idonei per la realizzazione degli interventi edilizi oggetto di bonus. La maggior parte delle persone fisiche che hanno ceduto il credito d’imposta per dichiarati lavori edilizi alle società indagate, non risultava proprietaria di alcun immobile, mentre i lavori, mai eseguiti, sono stati dichiarati all’Agenzia delle entrate mediante modelli di comunicazione Cir e che riportavano dati catastali artefatti, relativi a immobili inesistenti. I sigilli giudiziari sono scattati anche su conti correnti, quote societarie e beni di lusso, tra cui una Rolls Royce, monete d’oro e altri oggetti preziosi. Circa 26 milioni di euro dei crediti d’imposta inesistenti erano stati già monetizzati mediante cessione a terzi acquirenti al prezzo complessivo di oltre 19 milioni di euro, così procurando agli indagati un ingente profitto illecito. Inoltre, un’ulteriore parte dei crediti inesistenti, dal valore complessi di oltre 5 milioni di euro, è stata ceduta a 19 società operanti in Veneto, Lombardia e Trentino Alto Adige per la successiva indebita compensazione con le imposte dovute all’Erario.

Il presidente della Regione Luca Zaia sabato 22 aprile ha annunciato che sarà completato a breve il Savec, collegamento idraulico fra Camazzole di Carmignano di Brenta e la centrale di Ponte di Molo (Rovigo) che garantisce la potabilizzazione dell’acqua senza dover ricorrere al prelievo dal Po. Lungo 150 chilometri, il Savec preleverà fino a 950 litri di acqua al secondo.
Pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dello scorso 11 aprile 2023 la legge n. 38 “Misure urgenti in materia di cessione dei crediti” prevede l’esclusione dal divieto di sconto in fattura e cessione del credito per gli interventi in edilizia libera; per gli interventi in variante; per i lavori effettuati nelle zone sismiche, per quelli realizzati da Iacp, cooperative, onlus e per gli interventi di abbattimento delle barriere architettoniche.