Idee
Il mese di gennaio è suggerito come mese della pace, a partire dal messaggio per la giornata della pace del 1 gennaio consegnato alle stampe da Papa Leone già l’8 dicembre scorso. In questo messaggio, dal titolo La pace sia con tutti voi. Verso una pace disarmata e disarmante, il Papa richiama le espressioni usate nel suo saluto di inizio pontificato e coinvolge tutti ad essere e diventare operatori di pace e ciò tocca anche le famiglie. Scrive il Papa: “La pace esiste, vuole abitarci, ha il mite potere di illuminare e allargare l’intelligenza, resiste alla violenza e la vince”. Nonostante il buio di tante guerre e violenza la pace non è un’utopia ma una realtà vivente da chiedere e coltivare. Scrive ancora il Santo Padre: “Sia che abbiamo il dono della fede, sia che ci sembri di non averlo, cari fratelli e sorelle, apriamoci alla pace! Accogliamola e riconosciamola, piuttosto che considerarla lontana e impossibile. Prima di essere una meta, la pace è una presenza e un cammino. Seppure contrastata sia dentro sia fuori di noi, come una piccola fiamma minacciata dalla tempesta, custodiamola senza dimenticare i nomi e le storie di chi ce l’ha testimoniata. È un principio che guida e determina le nostre scelte”. Questo invito impegna a formarsi uno spirito di pace anche in famiglia. Si tratta certamente di cercare di evitare e, se del caso, superare eventuali contrasti e tensioni interne al nucleo famigliare, ma significa più profondamente educarsi ad essere, appunto, una presenza di pace. Le famiglie cristiane sono chiamate e ad aiutarsi a promuovere un cammino di pace come stile e crescita dell’essere insieme. In questi tempi così funestati da conflitti, non solo quelli dei notiziari, in famiglia ci si potrebbe dare un preciso impegno a pregare per la pace, a costruirla partendo dalle mura domestiche. Magari si potrebbe iniziare la giornata benedicendosi reciprocamente. Con le semplici parole “Il Signore rivolga su di te il suo volto e ti dia pace” ciascun membro della famiglia inizierebbe la sua giornata con i suoi vari impegni, accompagnato concretamente dalla pace di Gesù. Parimenti la sera si potrebbe chiudere la giornata con una sorta di esame di coscienza confrontandosi sul bisogno di fare pace là dove si sono vissuti dei contrasti. Abitata da queste intenzioni la casa diviene un’officina di pace, dove di pace non si parla soltanto, ma la si crea concretamente, la si testimonia nella sua praticabilità. Una famiglia che prega per la pace e la coltiva al suo interno è anche una famiglia in cui ci si educa reciprocamente ad essere in ogni luogo e in ogni momento persone di riconciliazione anche con il coraggio di “mettersi in mezzo” quando si incontrano conflitti, tra compagni di scuola, tra adulti e anche tra le famiglie stesse. Essere uomini, donne e giovani di pace non significa solo rifiutare la violenza, ma anche farsi mediatori, sporcarsi le mani nelle situazioni di conflittualità. È una grazia quando una famiglia è riconosciuta per la sua tensione alla pace perché può diventare un punto di riferimento affidabile per molti e fisicamente “piccola chiesa” che accoglie, cura le ferite e protegge.