Agrisolare. Quasi 800 milioni per nuovi impianti nei campi italiani
Il nuovo bando ministeriale finanzia parchi di produzione energetica senza consumo di suolo e destinati in particolare a soddisfare il fabbisogno delle aziende agricole
Un sesto dell’energia rinnovabile consumata in Italia, ovvero il 16 per cento, nasce nei campi e nelle stalle. È il dato messo in evidenza da Coldiretti in occasione dell’annuncio dei nuovi fondi per il bando agrisolare 2026, che mette a disposizione 789 milioni di euro a beneficio del mondo agricolo. La scadenza per la presentazione dei progetti è il 9 aprile. Lo stanziamento e le norme di attuazione sono contenuti nel Decreto emanato dal Ministero dell’agricoltura, Interventi per la realizzazione di impianti fotovoltaici da installare su edifici a uso produttivo nei settori agricolo, zootecnico e agroindustriale, da finanziare nell’ambito del Pnrr. Beneficiari sono quindi gli imprenditori che intendano costruire parchi agrisolari, localizzando i pannelli sulle strutture aziendali e a consumo zero di suolo. La cifra sarà erogata per agevolazioni in conto capitale. I progetti ammessi alle agevolazioni dovranno essere conclusi entro 18 mesi dalla data dell’atto di concessione del finanziamento. La maggior parte delle risorse disponibili è destinata a imprese agricole che esercitano la produzione primaria, con il vincolo quindi che l’energia prodotta serva a soddisfare il proprio autoconsumo: la vendita nella rete è consentita solo se eccedente, su base annuale. Il contributo a fondo perduto è dell’80 per cento ed è concesso a imprese che installano pannelli fotovoltaici sui tetti dei fabbricati rurali, dalle stalle alle serre. «La disponibilità di queste risorse per il bando agrisolare risponde alle nostre richieste ed è fondamentale per la crescita dell’agroalimentare italiano, aiutando le imprese ad abbattere i costi energetici senza sottrarre un metro quadro di suolo fertile», ha affermato Roberto Lorin, presidente di Coldiretti Padova. L’agrivoltaico sostenibile e sospeso da terra realizzato da aziende agricole è considerato uno degli strumenti cruciali per sostenere la transizione green: già con i primi bandi 27 mila aziende agricoltori avevano potuto installare pannelli fotovoltaici abbattendo i costi energetici. Secondo uno studio Coldiretti, solo utilizzando i tetti di stalle, cascine, magazzini, fienili, laboratori di trasformazione e strutture agricole sarebbe possibile recuperare una superficie utile di 155 milioni di metri quadri di pannelli, con la produzione di 28.400 Gwh di energia solare, pari al consumo energetico annuo di una regione come il Veneto.