Cia. Un’agricoltura sotto attacco che spera ancora nei giovani
Luca Bisarello, di Campo San Martino, succede come presidente a Luca Trivellato. L’assemblea elettiva dell’associazione è stata l’occasione per fare il punto sull’agricoltura padovana
L’Assemblea dei soci di Cia Padova ha eletto a febbraio il proprio presidente: si tratta di Luca Bisarello, 38 anni, già vicepresidente dell’associazione agricola e titolare dell’azienda Viverde di Campo San Martino, che succede a Luca Trivellato, giunto al termine del mandato. «L’agricoltura padovana rimane sotto attacco – ha esordito il nuovo presidente – perché dopo il Covid il comparto sembrava avere ripreso una certa fiducia, ma oggi i mutamenti climatici, una geopolitica incerta e i guadagni risicati rischiano di affossare il settore». L’accordo Mercosur fra l’UE e Brasile, Uruguay, Paraguay e Argentina, privo delle necessarie garanzie, e la nuova Pac 2028-2032 con la prospettiva di tagli lineari dei contributi di oltre il 20 per cento, sono i due argomenti che preoccupano maggiormente gli agricoltori a livello globale, oltre alle conseguenze dei mutamenti climatici. A livello locale, invece, c’è da fare i conti con il crollo del prezzo del latte che mette a rischio le centinaia di allevamenti dell’Alta Padovana, ma anche con la fauna selvatica che, in particolare sui colli Euganei con i cinghiali e con le nutrie in pianura lungo i canali, distrugge i raccolti o danneggia gli argini, ma anche con la cimice asiatica che non è purtroppo stata debellata e che devasta la frutta nell’area della Bassa. L’ultima criticità in ordine di tempo è, invece, la sospensione delle attività dello zuccherificio di Pontelongo, derivante dalla profonda crisi del settore bieticolo-saccarifero. «Rispetto al Mercosur, non è accettabile – ha precisato Bisarello – che nei mercati europei entrino prodotti ottenuti con sostanze o metodi vietati nell’Unione, o in quantità tali da danneggiare il mercato interno. La posta in gioco riguarda sia la salute dei cittadini che la tenuta economica delle nostre aziende». La speranza del futuro è riposta nei giovani, che in assemblea hanno avuto voce e presentato alcuni progetti innovativi. Fa da contraltare la Pac, la Politica agricola comunitaria, che qualora confermata vedrebbe tagliati nel Padovano per il periodo 2028-32 oltre 100 milioni di euro di finanziamenti. «La riforma prevede l’attivazione di un Fondo unico nel quale sarebbero convogliati indistintamente i finanziamenti riservati ad agricoltura, ambiente, industria, difesa e digitale. In pratica, ci troveremmo a competere con altri segmenti, con la beffa di ottenere meno risorse. Ma senza il primario, l’Europa non esiste», ha sottolineato il presidente.