Arriva il tempo dei diòsperi, i cachi, frutto che annuncia il Natale
I cachi Il frutto, noto anche come “loto del Giappone”, viene dall’Oriente e si è diffuso in Veneto solo alla fine dell’Ottocento. Matura dopo la raccolta e ha molte proprietà nutritive
Il paesaggio autunnale non sarebbe lo stesso senza quegli alberi spogli tra i cui rami fanno bella mostra miriadi di palle arancioni, quasi alberi di Natale in anticipo: sono i cachi, o kaki (dal loro nome giapponese), detti anche diòsperi (dal greco Diòs e pyròs, grano di Zeus). Non sono piante autoctone del paesaggio veneto: il kaki viene dall’Oriente ed è arrivato da noi solo alla fine dell’Ottocento: è infatti noto anche come “loto del Giappone”. È chiamato “albero della pace” perché sopravvisse al bombardamento atomico di Nagasaki, proprio in Giappone, nell’agosto del 1945. Ritenuta una pianta subtropicale, il kaki si è ben adattato al clima mediterraneo e oggi in Italia la produzione si attesta su circa 50 mila tonnellate di frutta all’anno, ciò la pone al nono posto tra i produttori al mondo. In Veneto nel 2024 erano 125 gli ettari coltivati a “loto”, con quasi tremila tonnellate di produzione per 1,45 milioni di euro: sono dati di Veneto Agricoltura, tutti in leggero calo sul 2023, ma in realtà il consumo di questi frutti passa spesso per produzioni private familiari. Tra i cachi italiani, quelli di Misilmeri (in Sicilia) sono inseriti nell’elenco dei Pat (Prodotti agroalimentari tipici) del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali. L’Emilia-Romagna è la Regione leader assieme alla Campania, ma si difende anche il Veneto. Il cachi è un frutto climaterico, che riesce cioè a proseguire la maturazione anche dopo il distacco dall’albero, motivo per cui si raccoglie quando è ancora duro, tra fine ottobre e novembre, e si lascia maturare in casa. Apporta circa 65 kcal per 100 grammi e contiene proprietà nutritive tra cui vitamine C e del gruppo B, beta-carotene e potassio. Ha proprietà lassative e diuretiche. Nella medicina cinese sono impiegate anche le foglie per l’ampia presenza di polifenoli e proprietà ipolipemizzanti, antidiabetiche, antibatteriche e gli effetti sul sistema cardiovascolare. Il cachi è utilizzato in cucina nella preparazione di crostate e confetture; la sua dolcezza naturale fa sì che si possa limitare l’aggiunta di zucchero. Una ricetta semplice è il budino di polpa di cachi e cacao amaro. C’è anche chi lo utilizza come ingrediente per insalate, magari nella variante del “melocaco”, poco astringente per cui si può consumare meno maturo e con polpa più compatta. Con i cachi si produce anche un particolare aceto, utilizzato nella cucina orientale su pesce e verdure e che oggi viene prodotto anche in Italia: lo si può fare pure in casa con un po’ di pazienza (su internet si trovano i tutorial).