Villa Beatrice d’Este sul monte Gemola (Colli Euganei) è chiusa per prepararsi all’ottavo centenario della religiosa da cui prende nome. È attesa per questa primavera la riapertura dello storico complesso. Sarà dotato di strumenti multimediali, ma anche di spazi dedicati a promuovere i prodotti dei Colli
È chiusa per restauri villa Beatrice d’Este, il complesso sulla cima del monte Gemola, sui Colli Euganei, che prende il nome dalla beata, nobildonna e monaca benedettina, che restaurò il monastero preesistente e vi abitò fino alla morte, nel 1226, di cui ricorre l’ottavo centenario. Il complesso monumentale risale in gran parte alla seconda metà del Seicento, quando il mercante veneziano Francesco Ruberti trasformò l’antico convento in residenza. È sito nel territorio comunale di Baone, e si compone della villa, di una chiesetta e di spazi con una mostra dedicata al monastero degli Olivetani. Una parte dell’edificio ospita un museo naturalistico dedicato alla flora, alla fauna e alle caratteristiche ambientali dei Colli Euganei. La chiusura al pubblico è stata funzionale all’esecuzione dei lavori, per i quali la Provincia di Padova ha ottenuto dalla Fondazione Cariparo un contributo di 750 mila euro: si tratta di un progetto di valorizzazione e rifunzionalizzazione dell’intero complesso. L’obiettivo è trasformare la villa in un nuovo polo culturale interattivo e immersivo, dotato delle tecnologie più moderne. Il nuovo allestimento integrerà contenuti storico-culturali con strumenti multimediali, permettendo ai visitatori di vivere un percorso esperienziale e didattico. Le sale sono ripensate come spazi multisensoriali, dove il pubblico potrà immergersi nella storia di Beatrice d’Este, nelle vicende letterarie a essa legate e nella natura che la circonda. Non mancheranno spazi dedicati a eventi culturali. Un ruolo centrale sarà affidato alla barchessa, che ospiterà un’enoteca con vini e prodotti tipici dei Colli Euganei. Grazie alla collaborazione con l’istituto agrario Duca degli Abruzzi, sarà inoltre recuperato lo storico “orto delle monache”, riportato alla sua funzione originaria con scopi didattici e di tutela delle specie locali. In parallelo, la Provincia ha avviato interventi strutturali per circa 350 mila euro di fondi propri per rifare tetto, balconi e infissi, mentre una parte delle risorse è destinata agli impianti, inclusa la nuova illuminazione e dell’area d’accesso, per migliorare anche la fruizione serale. Vi saranno poi un rinnovato sito web e un’app multilingue.
Otto secoli dalla morte della beata
La villa del tutto rinnovata riaprirà in tempo per le celebrazioni del maggio 2026, a otto secoli dalla morte della beata Beatrice I d’Este (1192 ca.-1226), monaca benedettina.