Pensa di essere tornato ai tempi di scuola, un giorno qualunque con i tuoi compagni.
La maestra detta le consegne a tutti e ogni bambino si organizza per portare a termine il proprio lavoro con diligenza. Ordina il banco, prendi la cartella, trova la carta, tempera le matite, pulisci la gomma, fai prima lo schizzo, poi colora e scrivi una bella didascalia. Dopo tutto questo lavoro, fiero del risultato, porti il tuo bel disegno alla maestra che lo guarda, lo appallottola e lo butta nel cestino. Attonito te ne torni al banco, mentre i tuoi compagni subiscono la stessa sorte.
La stizza che questa metafora evoca è la stessa che si prova di fronte allo spreco, soprattutto alimentare. Pensate a tutto il lavoro che viene impiegato per preparare i campi, alla fatica della semina, la risorsa dell’acqua, la pazienza e la cura, la gioia del raccolto, e ancora il sapere della preparazione, la complessità della logistica, il denaro di chi compra il prodotto… per poi andare a finire nella spazzatura. Che rabbia. Senza contare poi i costi ambientali e sociali dello smaltimento, dell’inquinamento e delle ulteriori risorse che questo richiede.
E siccome non abbiamo un pianeta di riserva, risuonano ancora più forti le parole di papa Francesco nella Laudato Si’ che ci ammoniscono a non trattare la Terra, nostra casa, come un grande deposito di immondizia, e lega intrinsecamente la questione ecologica con la giustizia sociale, in quella che lui chiama ecologia integrale.
A fronte di questa realtà un po’ deprimente e queste esortazioni importanti e impegnative, cosa si può fare? Ciascuno nel suo piccolo può impegnarsi in uno stile di vita più attento, sobrio e consapevole, ma realtà sociali organizzate come le Acli sono chiamate a essere in prima fila per promuovere il cambiamento, sia dal punto di vista culturale, sia in modo pratico, quasi profetico. D’altronde un messaggio di cambiamento è decisamente più significativo se alle parole si accompagnano fatti concreti.
Con Re.T.E. Solid.A. le Acli di Padova hanno fatta propria la concretezza, attivando un progetto che si prende cura della Casa comune e delle persone che vi abitano.
Il nome sta per Relazioni Territorio Economia Solidarietà e Ambiente, che sottolinea la vocazione collaborativa, locale, solidale e sostenibile del proprio operato.
L’idea è semplice: intercettare sul territorio della provincia di Padova le realtà economiche che per qualsiasi motivo hanno scarti o eccedenze di prodotti ancora utilizzabili, per distribuirli a chi ne ha più bisogno. Siccome però alle idee semplici vanno date gambe solide, le Acli fin da subito hanno scelto di lavorare in rete con realtà sociali che già facevano attività di distribuzione, per non “reinventare la ruota” e per far leva su chi già aveva una relazione con le persone in difficoltà.
Quindi a seconda delle condizioni di un territorio, si possono attivare diversi circuiti di recupero, costruendo prassi su misura delle capacità distributive, organizzative e logistiche e dei bisogni locali stessi.
Re.T.E. Solid.A. oggi raggiunge oltre 15 mila persone grazie alla rete di circa 40 enti no-profit (associazioni, cooperative, enti religiosi, parrocchie), trasformando lo scarto potenziale in circa 2 milioni di euro all’anno di prodotti donati, per centinaia di tonnellate di cibo. Sono numeri da capogiro.
Sicuramente si può fare di più e meglio per prendersi cura della casa comune e promuovere equità e giustizia sociale per le persone che la abitano: se vuoi aiutarci, contattaci a retesolida@padova.acli.it