Accogliamo con gioia, fede e speranza l’elezione del nuovo papa Leone XIV, il vescovo di Roma, che come tale è segno della comunione di tutte le Chiese locali. È un dono del Signore, che attraverso il ministero petrino è presente nella storia e guida la Chiesa. È un dono di cui abbiamo bisogno perché aiuta a mantenerci nell’unità in questo nostro tempo così complesso e dona fiducia e speranza all’umanità intera, tanto più in questo Anno Santo in cui stiamo vivendo il Giubileo della Speranza.
A papa Leone XIV, che è Servus Servorum Dei (Servo dei Servi di Dio), esprimo a nome della Chiesa di Padova gratitudine per il suo sì alla Chiesa e sostegno nella preghiera, il suo prezioso servizio aiuterà, valorizzerà e sosterrà il cammino delle nostre Chiese. Assicuriamo al nuovo papa la nostra vicinanza, perché non è solo ad annunciare il Vangelo: c’è con lui tutto il popolo di Dio con i suoi vescovi che con lui annunciano la speranza che nasce dal Vangelo.
La scelta del nome, Leone, e il saluto che ha rivolto alla Chiesa di Roma e a tutto il mondo appena affacciatosi dal balcone della loggia di San Pietro hanno dimostrato la grande attenzione presente in lui per la pace nel mondo. «La pace sia con tutti voi» è stato il suo primissimo saluto e rappresenta un grande messaggio con cui apre e indirizza il suo pontificato e si pone in continuità con papa Francesco: ci ricorda che il mondo ha bisogno della voce di Cristo, del suo amore e di pace. L’impegno per la pace è il contributo più grande che la Chiesa possa dare all’umanità.
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Papa Leone XIV presiede la carità, la comunione tra tutte le Chiese e in questa dinamica siamo particolarmente coinvolti, perché la comunione va servita da tutti, non soltanto dal papa: tutti noi, vescovi, presbiteri, cristiani, siamo chiamati a lavorare per la comunione e per la pace insieme al lui.
In occasione dell’elezione papale, dopo la fumata bianca dal comignolo della cappella Sistina, è stato notevole il concorso di popolo, al pari della grande attenzione che ha accompagnato tutto il conclave a partire dalle esequie di papa Francesco. Molto significativo è il fatto che papa Leone XIV, fin dal suo primo discorso pubblico, abbia orientato invece lo sguardo di tutti verso Gesù e verso il Vangelo. È proprio questo che lo fa percepire da noi come servo dei servi di Dio, uno tra i titoli del romano pontefice.
Il suo invito a costruire ponti dovrebbe dettare fin da subito lo stile anche delle nostre realtà, sia ecclesiali sia sociali. Il mio auspicio è che possiamo –, oltre a continuare il servizio e la testimonianza bella di papa Francesco – anche metterci insieme in ascolto del Vangelo, in modo nuovo, con creatività, cosìcché possa essere compreso dalle persone del nostro tempo, assieme al nuovo santo padre.
Ringraziamo papa Leone XIV e con lui ci impegniamo, come Chiesa di Padova, a essere missionari di pace nel mondo.