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Papa Leone XIV - 11.05.25

domenica 11 Maggio 2025

Papa Leone XIV. Una vita dedicata alla missione

Andrea Canton
Andrea Canton
redattore sito

«La pace sia con tutti voi!». Con queste parole, le prime pronunciate da Gesù Risorto ai suoi discepoli, Robert Francis Prevost si è presentato al mondo come Papa Leone XIV, il 276° successore di Pietro. Un saluto che ha il sapore del Vangelo e della vita vissuta accanto agli ultimi, come ha fatto per anni da missionario in Perù. Primo Pontefice nordamericano della storia, agostiniano, canonista, uomo di governo e di dialogo, Leone XIV porta con sé un bagaglio umano e pastorale unico nel suo genere, fatto di ascolto, discrezione, passione per la Chiesa e un desiderio profondo di comunione.
Nato a Chicago il 14 settembre 1955, in una famiglia di origini franco-italo-spagnole, Robert Prevost cresce in un contesto familiare cattolico, nella parrocchia di St. Mary of the Assumption a Dolton, sobborgo a sud della metropoli. È qui che matura, già da adolescente, la sua vocazione. Un amico d’infanzia, John Doughney, lo ricordava così: «Era abbastanza palese già allora che quella sarebbe stata la sua strada… per lui, penso fosse una vera chiamata».
Nel 1977 entra nel noviziato dell’Ordine di Sant’Agostino a Saint Louis e professa i voti solenni nel 1981. L’anno successivo, il 19 giugno 1982, viene ordinato sacerdote a Roma da mons. Jean Jadot. Studioso brillante, consegue una laurea in matematica alla Villanova University, un Master of Divinity alla Catholic Theological Union e un dottorato in diritto canonico presso l’Angelicum, con una tesi sul ruolo del priore locale nell’Ordine agostiniano.
Il suo cuore missionario si rivela subito: nel 1985 parte per il Perù, dove inizia la sua missione nella prelatura di Chulucanas. Ma è a Trujillo, dove rimane dieci anni, che il legame con il popolo peruviano si fa indissolubile. Vive in una comunità della periferia, dirige il seminario agostiniano, insegna diritto canonico e teologia morale nel seminario diocesano, accompagna i giovani e forma i futuri sacerdoti. Svolge ruoli di governo, ma mantiene sempre uno stile vicino alla gente.
Questa umanità semplice, unita alla capacità di ascolto e al desiderio di costruire comunità, lo rende molto amato. Nel 2015, dopo il suo ritorno come vescovo, ottiene anche la cittadinanza peruviana, segno della sua piena inculturazione.
Nel 1998, Prevost torna negli Stati Uniti e diventa priore provinciale della sua provincia di origine. Nel 2001, viene eletto priore generale dell’Ordine agostiniano, carica che ricoprirà per dodici anni. In questo periodo visita decine di Paesi, rafforza la collaborazione tra le province, promuove la giustizia sociale e l’educazione. È lui a fondare, nel 2012, la Federazione degli agostiniani del Nord America.
Nel 2014 papa Francesco lo chiama nuovamente in Perù come amministratore apostolico di Chiclayo. L’anno dopo diventa vescovo diocesano. In quel ruolo si dedica con forza alla formazione del clero, alla protezione dei minori (istituendo i “centri di ascolto” e linee guida per la prevenzione degli abusi) e all’accompagnamento pastorale della comunità. Durante la crisi migratoria, organizza reti di solidarietà per accogliere i profughi venezuelani.
Nel maggio 2017, mons. Prevost si reca a Roma per la tradizionale visita ad limina con gli altri vescovi peruviani, incontrando papa Francesco e i vertici vaticani. Francesco apprende direttamente l’operato di questo vescovo missionario e vede in lui un pastore con esperienza globale e sensibilità verso il “Sud del mondo”. Non a caso, il papa gli affida un’ulteriore responsabilità: dal 15 aprile 2020 al 26 maggio 2021 Prevost svolge anche l’incarico di amministratore apostolico della diocesi di Callao, sempre in Perù, confermandosi nel suo ruolo di “aggiustatore” e traghettatore.
Nel 2023, papa Francesco lo chiama a Roma come prefetto del Dicastero per i vescovi e presidente della Pontificia commissione per l’America Latina. L’incarico è uno dei più delicati e strategici della Curia romana: tocca a lui proporre al papa le nomine dei vescovi di tutto il mondo. Lasciando la sua diocesi non diventa vescovo di una sede titolare, nominativa, ma conserva il titolo di vescovo emerito della sua cara diocesi di Chiclayo, venendo elevato al rango di arcivescovo.
Fin dal suo insediamento come prefetto, il 12 aprile 2023, Prevost si dedica con energia al nuovo incarico. Mostra uno stile di lavoro collegiale e attento all’ascolto delle chiese locali, in linea con la spinta verso la sinodalità promossa da papa Francesco. Non a caso, è chiamato a intervenire in situazioni complesse come quella della Chiesa in Germania, dove il cammino sinodale locale stava avanzando proposte molto audaci in campo dottrinale. Nel 2023, Prevost – insieme al Segretario di Stato, cardinale Pietro Parolin – gestisce il caso del cammino sinodale tedesco, che rischiava di provocare tensioni fino a ipotizzare scenari di scisma. Con diplomazia e fermezza, riporta il confronto entro binari di ortodossia senza traumi, invitando la Chiesa tedesca a procedere in comunione con Roma. Questo intervento gli guadagna una reputazione di mediatore equilibrato, capace di coniugare fedeltà alla dottrina e comprensione delle spinte riformatrici. Prevost viene creato cardinale da papa Francesco il 30 settembre 2023, nel suo penultimo concistoro, con il titolo di cardinale diacono di santa Monica, tradizionalmente affidato agli agostiniani (santa Monica era la madre di sant’Agostino). Dallo scorso 6 febbraio era divenuto cardinale vescovo della sede di Albano. Nel pomeriggio dell’8 maggio 2025 viene eletto papa, assumendo il nome di Leone XIV.

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