«Nel partecipare al “gaudium magnum” annunziato alla cristianità e al mondo dal cardinale protodiacono, desidero far giungere, anche a nome del popolo italiano, fervidi auguri per un lungo e fecondo pontificato, oltre che per il benessere spirituale e personale di vostra santità – ha scritto il presidente Sergio Mattarella nel messaggio al nuovo pontefice – All’inizio di un nuovo cammino di servizio petrino all’unità della Chiesa, fin d’ora desideriamo accompagnare vostra santità, certi che a nessuna donna e a nessun uomo di buona volontà, mancheranno la preghiera e l’affettuosa vicinanza del papa».
E ancora: «In questo momento storico, in cui tanta parte del mondo è sconvolta da conflitti inumani dove sono soprattutto gli innocenti a soffrire le conseguenze più dure di tanta barbarie, desidero assicurarle l’impegno della Repubblica Italiana a perseguire sempre più solidi rapporti con la Santa Sede per continuare a promuovere una visione del mondo e della convivenza tra i popoli fondata sulla pace, sulla garanzia dei diritti inviolabili e della dignità e la libertà per tutte le persone. Quella pace che vostra santità ha evocato con forza nel suo primo messaggio dalla loggia di San Pietro e che è la speranza dell’umanità intera».
La presidente del consiglio, Giorgia Meloni, ha rivolto queste parole a papa Leone XIV: «I signori cardinali, guidati dallo Spirito Santo, hanno individuato nella sua persona la guida della Chiesa universale. Lo hanno fatto consapevoli del fatto che il mondo sta affrontando un “tornante della storia tanto difficile quanto complesso”, come ha ricordato il cardinale decano nell’omelia pronunciata durante la messa pro eligendo romano pontifice, caratterizzato da sfide epocali che mettono in discussione le nostre certezze e richiamano chiunque ha responsabilità a scelte coraggiose per il bene dei popoli».
«La nostra casa – ha aggiunto – si fonda sulla sintesi straordinaria tra fede e ragione. Sintesi che ha permesso alla civiltà italiana ed europea di concepire un mondo nel quale la persona è centrale, la vita è sacra, gli uomini sono liberi e di eguale dignità, lo Stato e la Chiesa sono distinti ma si rispettano reciprocamente, e crescono insieme. Civiltà che rispetta le identità altrui senza però rinnegare la propria, e che costruisce pace laddove altri seminano morte e distruzione. Pace di cui il mondo ha disperato bisogno e che lei, dalla loggia della Benedizioni, ha invocato più volte, richiamando l’incessante e instancabile azione portata avanti dal compianto papa Francesco».
«Il nuovo papa è chiamato a un importante impegno – così il governatore del Veneto, Luca Zaia – Questo è il tempo per tutti di ricercare prima di tutto la pace, di non sottovalutare il dialogo ecumenico e interconfessionale, di guardare alle sfide che si giocano nelle periferie geografiche ed esistenziali spesso indicate da papa Francesco. Viviamo in un’era di grandi contraddizioni ma in cui solo una minima parte dell’umanità dice di non credere e di non avere una fede. Sono certo che il nuovo papa saprà raccogliere le aspirazioni del mondo e di coloro che guardano a lui come al timoniere che indichi la via. Leone XIV saprà costruire ponti fra le genti e reti di pace fra popoli e confessioni».
«Assistere alla proclamazione del nuovo papa Leone XIV è stata una grande emozione – ha dichiarato il sindaco di Padova, Sergio Giordani – È stata un’elezione molto rapida e questo vuol dire che tra i cardinali si è trovato velocemente l’accordo per nominare il successore di papa Francesco. Penso sia un segnale di unità e forza della Chiesa, un aspetto importante per il ruolo fondamentale che il papa ha come guida, non solo per i credenti, in un momento nel quale il mondo è attraversato da guerre e divisioni come non accadeva da tempo. Robert Francis Prevost viene dagli Stati Uniti, ha una lunga esperienza in America Latina ma anche in Vaticano e da quello che ho sentito anche nel suo saluto, mi sembra il suo pontificato si dovrebbe porre in continuità con quello di papa Francesco, a partire dalle prime parole: pace, pace. E di pace e di ponti, come ha sottolineato il papa, sappiamo tutti quanto ce ne sia bisogno».
«Con gioia accogliamo Leone XIV, come nuovo vescovo di Roma, eletto come Sommo Pontefice – ha scritto don Maurizio Girolami, rettore della Facoltà teologica del Triveneto – Si è presentato al mondo con le parole di Sant’Agostino: con voi sono cristiano per voi sono vescovo. Il nuovo papa nasce da questa famiglia agostiniana che ha saputo sempre coltivare il dono della fede con l’uso della ragione. Possano le parole dell’apostolo Pietro, di cui è successore, fargli da guida, perché sia di esempio al gregge con la testimonianza di vita cristiana, viva un’amicizia intensa con Gesù crocifisso-risorto, sia vicino al popolo di Dio con profonda umanità verso soprattutto chi più soffre (1Pietro 5,2-3). La Facoltà teologica del Triveneto, unendosi alla gioia di tutta la Chiesa che è in Italia, è pronta a camminare nei sentieri del tempo con la guida di Leone XIV».
Triveneto
«Dalla basilica di Sant’Antonio – ha dichiarato il rettore, padre Antonio Ramina – i frati, in comunione con gli amici del Santo, rendiamo grazie al Signore per il dono del nuovo pontefice, il santo padre Leone XIV. Preghiamo per lui, per il suo ministero, perché possa trovare nel popolo di Dio la disponibilità a lasciarsi guidare sulle strade del Vangelo e della carità. All’intercessione del Santo affidiamo dunque il nuovo papa, affinché come padre buono e sollecito possa guidarci su questa strada, già segnata da papa Francesco».