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Viviamo un tempo di esaurimento ecclesiale o di rigenerazione della fede? Le alternative secche sono sempre inadeguate per comprendere la complessità del presente. Ecco perché in un tempo di grandi trasformazioni il contributo della teologia al cammino delle Chiese particolari è un’opportunità per tutti, non solo per chi intraprende un percorso accademico. Con un’immagine, tale contributo può essere rappresentato in tre passi: attingere alle radici del sapere, pensare il presente, immaginare il futuro. La proposta dei corsi del ciclo di licenza per l’anno 2026-27 sviluppa questi tre movimenti in relazione a due punti focali per il cammino delle Chiese: la sinodalità e i ministeri istituiti.
Alle radici del sapere Il primo passo che offrono i corsi teologici è dare una visione d’insieme che attinge alla sapienza della tradizione e dalla frequentazione delle Scritture. Il cammino sinodale e le aperture sulle nuove forme di ministerialità richiedono competenze specifiche che non si improvvisano sul campo. È importante per i battezzati più impegnati acquisire una visione organica del sapere e del cammino della Chiesa dopo il Concilio Vaticano II in modo da collocarsi nei processi di discernimento offrendo un contributo qualificato e creativo.
Pensare il presente Il secondo passo rinvia a una delle grandi sfide indicate da papa Leone nell’enciclica Magnifica Humanitas, che è il coltivare la formazione intellettuale e sapienziale (MH 146). Viviamo in un flusso incessante di informazioni e si moltiplicano conoscenze frammentarie, «ma diventa più difficile cogliere la realtà nel suo insieme, porre domande di senso, sviluppare un autentico pensiero critico e creativo». Si possono sapere molte cose, ma non avere un orientamento unitario. Il papa invoca una «igiene dell’attenzione» e ritmi più umani, «che prevedano silenzio, studio approfondito, lettura, confronto ponderato; senza questi elementi la libertà interiore può risultare compromessa”». Questo esercizio appare indispensabile per chi è più direttamente coinvolto nei processi decisionali che riguardano le comunità cristiane.
Immaginare il futuro Non basta pensare il presente. Occorre un terzo passo, che è immaginare il futuro della Chiesa di domani, con le relative modalità concrete di collaborazione tra ministri ordinati, laici e persone consacrate. Molte Chiese del Triveneto sono da tempo impegnate nella ricerca di percorsi per rendere nuovamente generative le comunità cristiane. Il contributo della riflessione teologico-pratica concorre all’esplorazione di nuove vie di evangelizzazione.
Tutti i corsi possono essere seguiti singolarmente. Informazioni: fttr.it e 049-664116.
L’offerta formativa del primo ciclo di studi teologici è articolata in cinque anni e altrettante aree di studio: filosofia; teologia; Sacra Scrittura e storia; etica; pedagogia, psicologia e sociologia. A questa parte istituzionale sono affiancati percorsi di approfondimento in relazione con l’attualità, che possono essere seguiti anche singolarmente.
Tra le proposte, il corso di “teologia della missione” di Giuseppe Caramazza affronta il significato della missione cristiana aprendo ai temi della giustizia sociale, della politica, dell’economia e della crisi ambientale, al dialogo con le altre fedi e con la scienza. Nei seminari biblici Maurizio Rigato analizza il libro della Sapienza come luogo di incontro tra cultura biblica ed ellenistica, mostrando come il dialogo interculturale fosse già presente nel mondo antico; Stefano Zeni affronta la povertà come sfida e rivelazione nella Scrittura, interrogandosi sul significato spirituale, sociale e antropologico della ricchezza e dell’indigenza.
In ambito filosofico, Tommaso Opocher affronta il nesso fra diritto naturale e diritti umani, toccando il ruolo del diritto naturale nelle democrazie moderne e le sfide globali legate alla tutela dei diritti fondamentali. In tema teologico Sergio De Marchi leggerà Karl Rahner e Gilberto Sabbadin tratterà il rapporto tra Grazia e intelligenza al cospetto del Mistero di salvezza.