Nei prossimi mesi, qui sulle pagine della Difesa, vorremmo soffermarci sulla formazione. Siamo consapevoli del rischio di stancare: di formazione abbiamo sentito parlare nel Sinodo e nelle indicazioni post-sinodali, durante la verifica del percorso di iniziazione cristiana e negli Orientamenti per la catechesi che ne sono nati… Si organizzano incontri di formazione a livello triveneto, diocesano, di collaborazione parrocchiale e di singola parrocchia. Non sarà forse troppo? Occorre certo stare attenti a non esagerare: sarebbe come fare continuamente allenamento in palestra senza mai scendere in campo o mettersi sugli sci. Però allo stesso tempo siamo anche consapevoli che non si improvvisa nello sport, come nella professione; e così neanche nella vocazione di catechista dei ragazzi, accompagnatore dei genitori o educatore. E c’è un altro aspetto importante: la formazione deve essere continua, o – come si usa dire – permanente; non basta essere “in forma” quando si inizia… Seguiremo lo schema a cui siamo ormai abituati: accompagneremo una riflessione più generale con alcune testimonianze, la teoria con il racconto di alcune prassi significative. Inizieremo con la formazione spirituale/personale; quindi quella pedagogica; poi la dimensione comunitaria e infine l’aspetto della comunicazione, perché occorre imparare ed esercitarsi anche in questo. Abbiamo iniziato da poco il tempo della Quaresima e non ci sentiremo più prima di Pasqua. È l’occasione per augurarci insieme buon cammino quaresimale e buona Pasqua. Come catechisti, accompagnatori ed educatori, ciascuno di noi possa custodire il desiderio di camminare, imparare, cercare e crescere. Ci auguriamo a vicenda che la formazione non sia un peso in più, ma il respiro che mantiene viva la nostra vocazione.