Formazione spirituale. Quando lo spirito si fa pane in noi
Cos’è la formazione spirituale? È offrire il proprio corpo perché lo Spirito di Gesù diventi visibile nella concretezza della vita. Le nostre comunità sono il “forno” nel quale viviamo ad alta temperatura come discepoli chiamati ad annunciar Gesù. È importante esserci e perseverare
Formazione spirituale: due parole molto dense. Credo abbiano bisogno di una semplice delucidazione. E anche di un contesto. La “formazione”, in un contesto industriale, cos’è? Ha a che fare con l’apprendimento dei meccanismi necessari al buon funzionamento di macchinari, attrezzature, apparecchiature. Una buona formazione, in tal caso, consiste in un corretto apprendimento di regole e procedimenti da svolgere con precisione affinché tutto funzioni adeguatamente. In un contesto culinario o artistico, come la si può intendere? Come fare il pane. Oppure come modellare un vaso, lavorare la ceramica. Così intesa, la formazione diventa il dare forma, consolidarla o persino trasformare quella precedente. Diventa un processo: è la lievitazione del pane. È il passaggio da uno stadio all’altro della materia. È la cottura del cibo o dell’argilla. È il momento in cui il cibo prende sapore o la terracotta diventa ceramica. Due contesti, due modi differenti di intendere la stessa parola. “Informare”: trasmettere contenuti da mettere in pratica. “In-formare”: cambiamento della forma che richiede di stare dentro un contesto ad alta temperatura, come quella del forno; una sorta di “infornazione”, se mi è concesso il neologismo! Poi c’è la seconda parola: spirituale. Su di essa è stato detto moltissimo. Sottolineerei che lo spirituale è profondamente fisico dal momento in cui Dio ha preso un corpo nel grembo della Vergine Maria. Qualsiasi spirito (buono o cattivo), per manifestarsi, necessita di un corpo. Non esiste la cattiveria in astratto: esistono l’uomo e la donna cattivi. Non esiste la gelosia, ma il geloso. Con l’incarnazione, lo spirituale diventa ambito del corpo, dell’intera vita dell’essere umano. Il pensiero è il luogo degli spiriti, ma il corpo ne è la concreta visibilità. Così Gesù si rende visibile nel corpo di chi lo sceglie: «Ricevete lo Spirito Santo!». Che cos’è, allora, la formazione spirituale per un discepolo di Gesù? E per un genitore o un catechista? È fare in modo che lo spirito buono prenda forma nel nostro corpo. È offrire il proprio corpo perché lo Spirito di Gesù diventi visibile nella concretezza della vita. È mettere “in forno” lo spirito buono perché nel nostro corpo diventi pane fragrante. Il profumo susciterà il desiderio di chi ci sta accanto. Fuori metafora: il contesto delle nostre comunità è il “forno” nel quale viviamo ad alta temperatura come discepoli chiamati ad annunciare Gesù. L’annuncio stesso ci matura e ci trasforma. Se aspettassimo di essere pane profumato prima di annunciare, finiremmo per diventare pane vecchio. Sul monte Tabor Gesù si è trasfigurato, ha cambiato forma: la preghiera, i sacramenti, la carità sono il forno ad alta temperatura del nostro corpo. Per questo è importante esserci. Sono i luoghi e le relazioni a trasformare mente, cuore e corpo. Occorre rimanere, perseverare come discepoli, proprio mentre annunciamo Gesù.