Idee
Parte a Roma, venerdì 20 febbraio, nell’Auditorium della Conciliazione, il ciclo di incontri “Adolescence” per accompagnare le famiglie nel cammino educativo con i figli adolescenti. Il progetto, promosso dalla Fondazione Oltre, prende spunto dalla popolare serie Netflix che ha catturato l’attenzione su questo tema, ma “Adolescence” vuole andare oltre la rappresentazione passiva, invitando gli adulti a “entrare dentro” il mondo degli adolescenti con responsabilità, passione e apertura. Si tratta di un percorso in quattro appuntamenti pensati per accompagnare le famiglie in questo delicato cammino di crescita, offrendo spunti concreti, ascolto e strumenti per non sentirsi soli. Ne parliamo con il direttore generale della Fondazione Oltre, Gigi De Palo.
Cosa fate con la Fondazione Oltre?
La Fondazione Oltre nasce per dare una risposta a temi riguardanti adolescenti, giovani, educazione. Noi abbiamo fiducia nei giovani, negli adolescenti, nell’alleanza educativa, nei genitori; quindi i nostri progetti sono per i ragazzi nelle scuole, come nel caso del progetto “Tra palco e realtà”, che stiamo portando avanti con la Fondazione Inda, per gli educatori, quindi per genitori, docenti, catechisti, allenatori, con questo progetto “Adolescence”, e con altre iniziative che man mano proponiamo.
Il tema dell’adolescenza e dell’emergenza educativa è grande, centrale, importante, ha a che fare con il futuro, quindi è un investimento sul bene comune, a favore della qualità della cittadinanza.
La presidente della Fondazione Oltre, Thea Paola Angelini, ha preso a cuore questo tema e ha voluto dare un segnale in questo senso.
Come nasce il progetto “Adolescence”?
Il progetto nasce perché la stragrande maggioranza dei genitori ha visto la serie televisiva “Adolescence” su Netflix, che offre uno spaccato di quello che avviene in una famiglia, nella fattispecie in Inghilterra. Questa fotografia ha fatto riflettere molti genitori perché ci si è resi conto che sono vicende che possono capitare a chiunque. Anche i fatti di cronaca spesso e volentieri ci fanno capire che questi episodi non sono così remoti. I social network rientrano nel tema educativo, anche se sono legati a un altro linguaggio rispetto al passato. Dato che questa serie televisiva è stata molto vista e ha lasciato sgomenti i genitori, ci siamo chiesti: che cosa possiamo fare noi per dare una risposta a queste paure che sono molto comuni tra i genitori? Abbiamo, perciò, immaginato delle occasioni di confronto per mettere insieme i genitori, non per creare una situazione del tipo “genitori contro figli”, ma per trovare alleanze educative, per capire il senso di dove stiamo andando. Genitori e figli nascono nello stesso istante, cioè quando nasce tuo figlio tu diventi in quel momento genitore.Questo progetto, allora, nasce per provare a dare una risposta, per non far sentire soli i genitori, perché siamo convinti che l’educazione sia la chiave per risolvere l’emergenza, la preoccupazione, l’angoscia, ma anche per poter costruire qualcosa di bello.Quindi questa è la genesi del percorso. Partiamo volutamente dalla serie televisiva, tant’è che Netflix ci ha dato la possibilità di utilizzare alcuni brani proprio perché facciamo riferimento esplicito alla serie tv.
Quanti saranno gli incontri e di cosa vi occuperete nello specifico?
Saranno quattro incontri, con altrettanti esperti. Le chiacchierate diventeranno anche dei podcast. Il primo incontro, quello del 20 febbraio, è con Alberto Pellai, medico, psicoterapeuta, autore e ricercatore, sul tema di chi sono i giovani e di come gestire le emozioni. Il secondo incontro, il 26 marzo, sarà con Franco Nembrini, educatore e narratore, sul tema dell’alleanza educativa, su come educare in casa, su come educare alla felicità. Nembrini dice sempre che fondamentalmente se tu sei felice i figli vedono questa felicità, dunque si educa non con il convincimento ma con l’attrazione. Il 17 aprile Alessandro D’Avenia, scrittore, professore e sceneggiatore, ci aprirà lo scenario legato all’alleanza con la scuola. L’ultimo incontro, il 29 maggio, con Bruno Mastroianni, filosofo e giornalista, rifletteremo anche alla luce del dibattito in atto sull’aumentare l’età per accedere ai social network, su quando dare un telefonino ai figli, sulla necessità o meno di regole: rifletteremo, una volta che i ragazzi hanno raggiunto l’età per poter accedere ai social e hanno il telefono in mano, su che cosa si può fare, su qual è lo scenario futuro, su come utilizzare le tecnologie di oggi in maniera costruttiva senza aumentare il digital divide.
Come saranno strutturati i quattro incontri?
L’incontro inizia con Anna Chiara Gambini che fa un’introduzione, parlando un po’ a nome dei genitori e dicendo quali sono i dubbi, le preoccupazioni, mostrando anche che non è una questione di essere l’uno contro l’altro armati anzi ma di fare alleanze, anche se è sempre difficile relazionarsi con un figlio adolescente perché qualsiasi cosa dici sbagli. Poi io intervisterò l’ospite di turno, l’intervista diventerà poi un podcast. Infine, ci saranno sempre le conclusioni di don Fabio Rosini. Il tutto in un format di un’ora e mezza al massimo, come se fosse una trasmissione televisiva. Quindi ci rivolgiamo a genitori e a educatori a tutti i livelli.
Come si possono seguire gli incontri?
In presenza all’Auditorium della Conciliazione, ma anche in streaming. Ci hanno scritto almeno una trentina di scuole o di parrocchie che vedranno insieme in diretta l’evento con tutti i genitori della scuola o della parrocchia.È bello che il percorso stia diventando anche un’occasione di comunità, come mostra la scelta di chi è fuori Roma che si riunisce per seguire insieme l’incontro perché ha capito che il senso è parlarne, non guardarlo in streaming da soli, il senso è uscire da casa, fare comunità, incontrare altri genitori, fare squadra tra genitori, tra genitori e figli, conoscersi, confrontarsi. Non è occupare uno spazio, ma generare un processo, come diceva Papa Francesco.Questo ci piace molto, ci sta dando tanta gioia anche perché i numeri sono grandissimi. Senza nessuna pubblicità a pagamento ma solo con il passaparola o mettendo l’iniziativa sui social siamo arrivati a 15.000 iscrizioni al progetto e ciò permetterà di ricevere tutto il materiale. C’è sempre la possibilità di iscriversi e avere indicazioni, informazioni, contenuti, segnalazione di libri, i link con tutti i momenti di formazione. Ci saranno anche dei webinar che faremo con alcuni di questi esperti perché non riusciremo a rispondere a tutte le domande durante i 4 appuntamenti. Ed è tutto gratuito. Il sito è www.fondazioneoltre.com e ci si iscrive al progetto “Adolescence”. Si riceve una mail con il link oppure con la possibilità di partecipare in presenza.