Storie
Giulia volteggia leggera in una sequenza di figure che fanno parte del suo repertorio. Certi movimenti le risultano naturali, quasi facili. Appesa al cerchio deve coordinare con attenzione le diverse parti del corpo: spaccate, rotazioni e molto altro, in un equilibrio costante tra forza e controllo; i muscoli si contraggono creando armonia e fluidità nei movimenti. Il risultato è la bellezza della coreografia che riesce a realizzare e stupire ogni volta.
È la disciplina del cerchio aereo che Giulia Gallinaro ha intrapreso diversi anni fa. La padovana, classe 1995, sin da piccola ha praticato sport, in particolare ginnastica artistica e ritmica; «mi è sempre piaciuto questo mondo».
Nel 2016 inizia la pole dance, un’attività che si svolge attorno a un palo verticale e combina elementi di ginnastica, acrobatica e danza. L’anno successivo la giovane approda al cerchio aereo, quello che definisce «la mia più grande passione perché mi dona un senso di libertà. Appesa riesco a esprimermi, stacco da tutto e non penso a niente, sono concentrata solo sui movimenti e mi lascio trasportare da quella bellissima sensazione di essere in aria». Nel 2019 inizia a insegnare questi sport e tutt’oggi forma principalmente ragazze in palestre del padovano, nel cerchio e nel tessuto aereo, facendone il suo lavoro principale.
Il cerchio aereo, noto anche come aerial hoop o lyra, è una disciplina artistico-sportiva che si pratica usando un cerchio sospeso da terra (normalmente circa un paio di metri), realizzato in metallo, di diverse misure. Può essere utilizzato in modo statico, dinamico o in spin (è il cerchio che gira). Questo sport richiede un allenamento costante, indispensabile per sviluppare a forza necessaria a sostenere il corpo in sospensione, la coordinazione per eseguire movimenti precisi e la capacità di interpretare musica e spazio. Accanto all’aspetto atletico mantiene una forte dimensione espressiva: le esibizioni integrano elementi di danza, ginnastica e teatro.
«Desidero che le persone capiscano che il cerchio e il tessuto aereo non sono solo sport, ma forme d’arte che raccontano storie», ha dichiarato l’atleta.
Giulia si allena con costanza diverse volte a settimana e perfeziona la sua tecnica studiando perlopiù da autodidatta e partecipando a workshop formativi oltre che ricevendo lezioni private. Si è fatta notare a livello nazionale nel cerchio aereo per aver vinto o comunque essersi piazzata egregiamente, in diverse competizioni: la prima a cui ha partecipato è stata Aerial Love nel 2018, a Verona. Poi tra il 2024 e il 2025 sono state diverse le gare dove la giovane è arrivata nel gradino più alto del podio, tra cui la Ipsf 2024 (nella categoria Hoop Sport), una gara nazionale svoltasi a Roma e la Fly e Fun, fatta a Empoli. Anche nella Ipac 2025 (il campionato nazionale di Pole&Aerial art) ospitata a Cinecittà World a Roma e nella Pole&Aerial World Cup 2025 disputatasi a Bologna, l’atleta padovana ha primeggiato.
«Nella World Cup 2025 ho portato una coreografia diversa dal solito – spiega – lavorando più sul lato espressivo e musicale che sulle figure, comunque inerenti al tema. Ho voluto valorizzare il lato artistico e creare un’atmosfera inquietante, quasi horror. La preparazione all’evento è stata meticolosa, dove ogni dettaglio è contato. La musica, suggestiva, il trucco e i movimenti sul cerchio sono stati studiati per trasmettere un senso di inquietudine e paura; ho espresso una storia oscura, ma affascinante. Ho voluto che il pubblico provasse emozioni forti, che si sentisse coinvolto in un’esperienza unica, visivamente ed emotivamente».
Le gare del cerchio aereo prevedono un’esibizione dove in base alla categoria in cui ci si iscrive (legata a più criteri come il livello tecnico e l’età), viene definita la durata dell’esercizio. I giudici valutano sia l’aspetto tecnico che la qualità artistica delle performance. Prendono in considerazione la difficoltà e la varietà delle figure, la pulizia dei movimenti, il controllo del corpo e la sicurezza. Accanto all’abilità atletica conta molto anche l’interpretazione: la musicalità, la fluidità dei passaggi e la coerenza della coreografia. Anche per il costume e il trucco c’è un punteggio perché contribuiscono all’impatto complessivo dello spettacolo.
Giulia dal canto suo ha le idee chiare sul futuro: continuerà a gareggiare e a insegnare la sua disciplina, «perché sempre più giovani possano scoprire la bellezza di volare».

Il cerchio aereo o aerial hoop o lyra, è una disciplina artistico-sportiva che si svolge con un cerchio di metallo sospeso da terra. Gli atleti eseguono figure acrobatiche combinando forza, flessibilità e controllo del corpo. Il cerchio può essere statico, dinamico o in spin (è il cerchio che gira), e le performance spesso includono elementi di danza, ginnastica e teatro. Pur non essendo ancora riconosciuto come sport ufficiale dal Coni (Comitato olimpico nazionale italiano), viene praticato come attività sportiva e performativa in palestre (anche nel padovano), scuole specializzate e competizioni. In Italia il cerchio aereo non è gestito da una federazione unica, ma da enti di promozione sportiva e organizzazioni riconosciute direttamente o indirettamente dal Coni. Tra gli enti ci sono il Csen (Centro sportivo educativo nazionale) e la Fisac (Federazione italiana sport acrobatici e coreografici).
Giulia Gallinaro, classe 1995, padovana, è un’atleta del cerchio aereo. Dal 2019 ha iniziato a insegnare cerchio e tessuto aereo, principalmente a ragazze in palestre del padovano. Nel suo palmarès, numerose vittorie.