Idee
La piazza Mazzini di Monselice è pronta ad accogliere domani, sabato 23 maggio, le riflessioni e l’impegno dei quarantatré studenti dell’istituto Cattaneo – Mattei che in questi mesi hanno preso parte all’ormai consolidato progetto “A Scuola di Legalità, per un Paese libero dalle mafie, dalla corruzione e da ogni forma di illegalità”.
Al centro dei lavori di questa edizione è stata la figura di Angelo Vassallo, il sindaco pescatore di Pollica, in un percorso formativo – riconosciuto a livello nazionale da Libera, Avviso Pubblico e Fondazione Angelo Vassallo – incentrato sul confronto diretto con gli argomenti della cittadinanza attiva, della responsabilità e del contrasto alle mafie. Il cammino degli studenti di terza e quarta superiore ha incrociato quello del fratello di Angelo, Dario Vassallo, attraverso la conoscenza dei testi scritti da quest’ultimo e un confronto in presenza tenutosi nei mesi scorsi. «Alcuni ragazzi hanno pianto durante la lettura dei libri – ricorda la docente Rosalba Bertazzo che insieme al collega Alex Pozzato ha seguito il progetto, sostenuto dalla dirigente scolastica Nicoletta Bosello –Tutti gli alunni, comunque, conoscendo questa storia si sono molto legati e una di loro, che pratica ciclismo, ha detto di vedere ora in Angelo Vassallo un maestro e un punto di riferimento essendo proprio un esempio positivo».
Proprio al sindaco pescatore – in un dialogo che vuole essere ancora vivo e in grado di smuovere le coscienze – i partecipanti al progetto hanno indirizzato delle lettere, raccolte ora in un volume che verrà presentato proprio domani mattina in piazza. Come riflessi sulle onde. Lettere ad Angelo Vassallo, giglio di mare reciso dalla mafia è, infatti, il titolo del libro edito da Operaincerta Editore in cui si manifesta quell’eredità politica e morale del primo cittadino di Pollica colta – ricorda ancora Bertazzo – dagli studenti, che nella quarantaquattresima e ultima epistola condividono invece quanto da loro appreso durante le conversazioni avute con i sindaci del territorio in questi mesi.
Altro segmento importante del progetto scolastico è stato, infatti, rappresentato da una serie interviste agli amministratori dei comuni locali, occasione per approfondire, adulti e ragazzi assieme, anche gli strumenti disponibili per far crescere la cultura della legalità nel territorio. «Questa è stata una bella esperienza e molti sindaci della zona non conoscevano ad esempio l’associazione Avviso Pubblico, presentata loro proprio dai nostri alunni – ricorda la docente – Siamo stati accolti bene da tutti loro che hanno risposto alle domande postegli nel tentativo di cercare di vedere se esista, o se in qualcuno di loro si trovi ancora, un Angelo Vassallo».
Arricchito anche dalla partecipazione delle classi al corteo torinese del 21 marzo in occasione della Giornata in memoria delle vittime innocenti di mafia e dagli incontri con amministratori locali e nazionali spesso sotto minaccia ma impegnati in prima linea a favore della legalità, il progetto dell’istituto con sede a Monselice e Conselve volge dunque ora al termine domani nella città della Rocca con una mattinata di condivisione, non semplice e naturale conclusione del cammino ma passaggio concreto di cittadinanza attiva.
Dopo la presentazione alle 9.30 del libro alla comunità e ai rappresentanti delle istituzioni, oltre che a Dario Vassallo, a mezzogiorno presso la sede monselicense del Cattaneo – Mattei sarà infine inaugurato, su richiesta degli stessi studenti, il Presidio scolastico di Libera dedicato proprio al sindaco di Pollica ucciso nel 2010. Un’ulteriore rappresentazione dell’importanza nella vita scolastica dell’approfondimento di figure che hanno segnato la storia nazionale contemporanea, un investimento non solo nelle nuove generazioni ma anche negli adulti di oggi. Oltre a ricordare come molti genitori siano stati infatti contagiati positivamente dai loro figli nella riscoperta della vita e della storia di Angelo Vassallo, Bertazzo rimarca il ruolo centrale ricoperto dalla scuola nella promozione di iniziative e attività sulla legalità. «Questi percorsi di educazione civica e alla cittadinanza sono parte integrante del percorso di crescita dei nostri ragazzi e, dunque, diventano un dovere. Durante tali attività gli alunni mi chiedono il motivo per cui non studiano la storia più recente, credo che se davvero vogliamo loro bene e crediamo in loro dobbiamo proporre queste occasioni».