Idee
Nasce dall’ascolto delle testimonianze degli ultimi sopravvissuti alle stragi nazifasciste nell’Alta Padovana il libro I nostri occhi hanno visto di Nicoletta Masetto e Daniela Borgato, illustrato da Irene Carbone (BeccoGiallo) presentato in anteprima il 9 aprile in Consiglio Regionale e che il 29 aprile verrà donato a tutti i ragazzi delle terze medie di cinque Comuni interessati dalle stragi nazifasciste (Santa Giustina in Colle, San Giorgio in Bosco, Villa del Conte, San Martino di Lupari nel Padovano e Castello di Godego, nel Trevigiano, dove ci fu l’eccidio finale) in una cerimonia simbolica che avrà luogo a Castello di Godego, Comune gemellato con Boves (Cuneo), dove avvenne la prima strage nazifascista.
«Sono storie raccolte nel tempo – spiega Nicoletta Masetto – che raccontano di figure semplici, episodi reali, drammatici, nei quali però emerge anche un grande senso di solidarietà. L’intento del libro è di sottolineare che la Storia, con la S maiuscola c’è, è sui libri, ma queste storie più piccole sono quelle che fanno la differenza. Raccontarle è un gesto di restituzione ed è un atto di straordinaria importanza perché i testimoni si stanno perdendo e perché sono fatti che purtroppo ancora oggi accadono. La guerra tocca in primis le persone semplici, i civili. È doveroso ricordarlo».
Così, fra «tedeschi che sembrano lupi affamati» per la ferocia e l’efferatezza degli ordini
che danno a uomini, bambini, donne, conosciamo, attraverso gli occhi di Eliseo Ballan, per tutti Iseo, l’eccidio accaduto a Santa Giustina in Colle, oppure il triste destino di Leda e Luciana Chiaroni, due bimbe che perdono la loro spensieratezza vedendo morire il loro papà. C’è poi Colombo Tollardo che «fino a quel venerdì di aprile, di conta ne conosceva una sola», quella per nascondersi, ma poi nelle orecchie gli risuonerà la conta dei tedeschi. Storie commoventi, episodi crudi, vite di ragazzi che si sono salvate per caso, portandosi addosso il peso di dover convivere con quella salvezza o che capiscono troppo
presto che la violenza può colpire senza ragione né colpa.
Un capitolo del libro è dedicato anche all’attività del procuratore militare Sergio Dini che si occupò di stragi nazifasciste dopo la scoperta dell’“armadio della vergogna” (1994), contenente centinaia di fascicoli su massacri rimasti a lungo occultati. Un lavoro di ricostruzione e restituzione che riporta al centro il dolore e le storie delle comunità negli ultimi giorni della guerra.
A sottolineare la drammaticità degli eventi le illustrazioni di Irene Carbone che accompagnano il racconto con uno stile essenziale, fortemente evocativo, caratterizzato da una palette tono su tono giocata su sfumature di rosso “desaturato”. In copertina appaiono tutti protagonisti delle storie, seduti su un carro, a sottolineare il legame con la terra di questi personaggi.
«I destinatari veri del libro – conclude Nicoletta Masetto – sono in modo particolare le ragazze e i ragazzi della generazione Z, perché conoscano quanto è accaduto e non dimentichino. Raccogliere e raccontare queste storie può servire a farci capire quanto importanti siano i valori della libertà e della pace. Ma anche quanto attuali sono ancora, purtroppo, questi fatti: sono storie potenti, vissute da persone semplici, violenze indiscriminate a cui spesso non fece seguito alcun atto di giustizia».