Idee
Un evento che non sarà soltanto una competizione sportiva ad altissimo livello, ma anche un messaggio potente di inclusione. Sono i Giochi paralimpici invernali, giunti alla loro 14a edizione (la prima si tenne nel 1976 a Örnsköldsvik, in Svezia). L’appuntamento di Milano-Cortina si svolgerà dal 6 al 15 marzo in diverse sedi in Italia, tra Milano, Cortina d’Ampezzo e la val di Fiemme. La cerimonia di apertura sarà all’Arena di Verona e quella di chiusura al Cortina curling olympic stadium. Sono previsti sei sport con 16 discipline: lo sci alpino con, per esempio, la discesa libera, il super-G, il gigante e lo slalom. Il programma di biathlon e di sci di fondo comprende diverse distanze e categorie. Inoltre è previsto lo snowboard su percorsi di banked slalom e snowboard cross; l’ice hockey sarà fatto con slitte per giocatori con disabilità fisiche alle gambe. Infine il wheelchair curling sarà giocato in carrozzina con squadre miste. I 665 atleti provenienti da 50 Nazioni si contenderanno le 79 medaglie in competizioni dedicate ad atleti con disabilità fisiche o visive. Gli italiani che gareggeranno sono 42 più tre guide, tutti parte del Comitato italiano paralimpico (Cip). Cinque di questi provengono dalla nostra Regione: nello sci di fondo c’è Mattia Dal Pastro; nello sci alpino ci sono René De Silvestro e Luca Palla; nel curling in carrozzina (il wheelchair curling) gareggiano Angela Menardi e Matteo Ronzani. In questi giorni corrono voci e polemiche della partecipazione con bandiera e inno nazionali, degli atleti russi (sei) e bielorussi (quattro), dopo l’esclusione delle stesse Nazionali dai Giochi olimpici appena conclusi. La decisione dell’International paralympic committee (Ipc) ha suscitato la reazione tra gli altri dell’Ucraina, che ha annunciato il boicottaggio della cerimonia di apertura. La vicenda riaccende il dibattito sulla tensione tra sport e geopolitica, lì dove il primo sembra essere asservito alla seconda.
Una curiosità la riserva il biathlon dove la distanza dal bersaglio varia in base alla categoria degli atleti e, per chi ha disabilità visiva, il centro viene “indicato” da un sistema acustico: più ci si avvicina al bersaglio, più il suono diventa intenso. Un esempio concreto di come la tecnologia e lo sport dialoghino per garantire equità in base alle proprie difficoltà fisiche, perché tutti partano con le stesse possibilità di riuscita. Un’altra particolarità riguarda lo sci alpino: gli atleti gareggeranno in tre diverse categorie in base al tipo e al grado di disabilità. Ci saranno i non vedenti e gli ipovedenti che scenderanno con una guida; gli sciatori seduti in carrozzina e quelli in piedi, con amputazioni o altre disabilità motorie minori. All’interno di ciascuna categoria esistono micro-categorie legate a specifiche disabilità, a cui corrispondono dei “coefficienti di compensazione” che influenzeranno il cronometraggio di ogni atleta. In pratica, il cronometro non scorrerà uguale per tutti, ma il tempo finale terrà conto del grado di disabilità.
Le prime medaglie di queste Paralimpiadi saranno assegnate già da sabato 7 marzo, mentre la fase a gironi di curling in carrozzina si terrà da mercoledì 4. Le gare saranno visibili in tv su Rai 2 e Rai Sport Hd, mentre in streaming su Rai Play e Rai Play Sport.
Nel 1948 il neurochirurgo tedesco-britannico Ludwig Guttmann, direttore del centro per lesioni spinali di Stoke Mandeville, organizzò una competizione sportiva per veterani della Seconda guerra mondiale con danni alla colonna vertebrale. I Giochi di Stoke Mandeville si svolsero il 29 luglio, in concomitanza con l’inaugurazione delle Olimpiadi di Londra, con 16 atleti inglesi impegnati nel tiro con l’arco. Nel 1952 l’evento assunse carattere internazionale grazie alla partecipazione di atleti olandesi. Nel 1960, su proposta del medico italiano Antonio Maglio, i Giochi si tennero a Roma con 377 atleti di 22 Paesi: quell’edizione sarà poi riconosciuta come la prima Paralimpiade estiva. Le prime invernali si tennero invece nel 1976 in Svezia, parteciparono oltre 250 atleti per 16 Nazioni. Due le discipline per amputati e ipovedenti: lo sci alpino e lo sci nordico.