Idee
“Cosa vuol dire in questo contesto amare fino alla fine, fino a portare l’amore al suo senso pieno, fino al dono di sé, anziché amare fin che me ne viene qualcosa in termini di emozioni, di riconoscimenti, di successi personali?”: Francesco Patton, francescano, Custode di Terra Santa dal 2016 al 2025 ci accompagna in un cammino antico e nuovo, perché nel suo “Maestro dove abiti? Dall’incontro con Gesù nasce la Chiesa”, che esce in questi giorni per TS Edizioni (132 pagine, 12 euro, prefazione di Francesco Ielpo, Custode di Terra Santa) le parole e i fatti di Gesù sono rivissuti con gli occhi di un oggi in cui anche l’affetto è condizionato dalla merce, dalle scadenze, dalla materiale soddisfazione. E quando questi piaceri vengono meno, allora è tempo di dire che non ci capiamo più, che c’è sempre stato qualcosa che non andava, che l’altra o l’altro non ci basta più.
Questo mica tanto sottile filo rosso che immette il messaggio del Cristo nei nostri tempi scissi tra guerra e consumo sfrenato riesce a comunicare un messaggio di oltre duemila anni fa in modo costruttivo, una sorta di esercizio spirituale che però si fonda sul nostro qui e ora.
Quell’amore di cui Patton parla e che abbiamo riportato in apertura va riscoperto in tutti i suoi limiti umani ma anche nella sua grandezza. Cercandoci e ritrovandoci dentro la foresta di sollecitazioni consumistiche che tentano di sviarci da una ricerca che è in grado di minare il materialismo non dichiarato dei mercati senza anima e pietà. Mercati che, scrive giustamente l’autore, tentano, e spesso riescono, di convincerci del fatto che noi siamo unicamente i nostri bisogni, e che solo nella soddisfazione di quei bisogni si cela la tanto agognata, pubblicizzata, svenduta felicità.
Eppure, e qui se ne parla, fin dall’ottocento deterministico, ad esempio con Madame Bovary, per non parlare del novecento libertario ed esistenzialista di Pirandello, Camus, Sartre, Moravia, per citare solo pochi nomi, la nausea e la noia erano lì a segnare i giorni di gente che apparentemente aveva più del necessario per vivere.
Un tedio e una mancanza di motivazioni profonde che attanagliano non solo l’occidente, attraverso l’egemonia di media sempre più invasivi che lentamente si stanno sostituendo ai rapporti in presenza.
La soluzione, scrive Patton, è anche e soprattutto quella di imparare lentamente a rimettersi nelle mani di Dio, attraverso una (ri)lettura profonda e meditata delle parole di Gesù.
Brani delle Lettere e dei Vangeli vengono qui presentati come nuova possibilità di rinascita e accompagnamento di altri in un cammino come missione nelle terre della sazietà come in quelle della fame e di lutti, di cui Patton ha fatto diretta, cruda esperienza.
Gesù ha scelto prima i dodici poi i 72 -numero dovuto alla convinzione di allora che quelli fossero i popoli della Terra- per una nuova missione da compiere insieme, in due, per darsi sostegno reciproco e per non dimenticare l’essenziale dimensione dell’altro. Una dimensione ineludibile, simbolica e reale insieme “così da essere un annuncio di fraternità, e sostenersi a vicenda”.
Un libro, questo in cui l’insegnamento di Gesù è collocato nel nostro tempo, senza alcuna forzatura, a riprova che quel messaggio, anche storico, non è vincolato rigidamente ai tempi di quella storia, ma è vivo anche oggi, ai tempi in cui il troppo e il niente invocano nuove antiche Parole e prove d’amore.