Incendi in Spagna: evacuate anche le suore agostiniane del Monastero di Sotillo. La madre superiora, “una tragedia ecologica, umana e sociale”
Le religiose del Monastero della Conversione di Sotillo de la Adrada sono state costrette a lasciare la loro casa sabato 25 luglio, insieme all'intera valle del Tiétar. Ora sono ospiti delle consorelle di Talavera: "Siamo qui insieme come sorelle, in attesa di una grazia che ci permetta di tornare". La superiora, madre Prado González: "È una tragedia ecologica, umana e sociale".
Anche le suore Agostiniane del Monastero della Conversione a Sotillo de la Adrada (Ávila) hanno dovuto evacuare a causa delle fiamme che imperversano in questi giorni in Spagna, nella valle del Tiétar. “Sabato mattina, 25 luglio, siamo state evacuate d’urgenza e non abbiamo avuto altra scelta che lasciare il monastero”, si legge in un comunicato del monastero. “Le nostre suore agostiniane del Convento di San Ildefonso di Talavera ci hanno offerto la loro ospitalità”, aggiungono le religiose. “Siamo qui insieme come sorelle e in attesa di una grazia che ci permetta di tornare a casa. Chiediamo in particolare preghiere per tutti i volontari e le forze dell’ordine che stanno lavorando instancabilmente per spegnere gli incendi. Chiediamo alla Madonna dei Rimedi di proteggerci tutti”. “La comunità desidera esprimere la propria gratitudine per la vostra preoccupazione riguardo alla situazione che stiamo vivendo a causa degli incendi”.
“Abbiamo dovuto lasciare il monastero”, racconta Madre Prado González, superiora del monastero a “Alfa y Omega”. “Volevamo restare come piccolo gruppo, ma alla fine ci hanno evacuato tutti. È stata una decisione presa insieme a tutti i responsabili dell’operazione: la Guardia Civile, la Polizia e l’UME (Unidad Militar de Emergencias)”. La religiosa aggiunge: “La situazione era molto complicata e le fiamme si avvicinavano da giorni”. Tutta la valle del Tiétar è stata evacuata: Santa María del Tiétar, Casillas, Sotillo, Mijares, Gavilanes… Solo una strada era agibile ma le forze dell’ordine sono state in grado di gestire l’evacuazione dei villaggi “in modo ordinato” e “entro il tempo previsto”. “Siamo molto tristi”, prosegue la superiora. “Non solo perché ha dovuto lasciare il monastero, ma anche per tutto quello che sta accadendo. Vedere come quel patrimonio vegetale, una creazione così bella, sia stato distrutto, causa molto dolore. È una tragedia ecologica, una tragedia umana e una tragedia sociale”.