«Ringraziamo il Signore per questi momenti sempre belli di fraternità e conoscenza reciproca». È questo il sentire di fra Marco Giuseppe Ruaro, cappuccino, dopo l’incontro dei giovani consacrati – donne e uomini – con il vescovo Claudio, che si è tenuto a fine marzo in episcopio. Dopo la visita al Museo diocesano, accompagnati dal direttore Andrea Nante, e un momento di preghiera curato da don Diego Cattelan, il vescovo «ha condiviso, in un clima semplice e familiare, il suo percorso vocazionale e di discernimento che l’ha portato alla scelta del ministero presbiterale e ad accogliere, poi, la chiamata a diventare pastore della Diocesi Padova». È stato un incontro «all’insegna della semplicità e della fraternità – sottolinea suor Annamaria – Sono questi i due aspetti che custodisco nel cuore e che sento fondamentali per il nostro cammino di giovani consacrati nella Chiesa diocesana. Avverto sempre più che siamo chiamati a vivere insieme, da fratelli e sorelle che pur nella diversità dei carismi condividono la gioia della propria chiamata e la missione di farsi prossimi ogni giorno a quella piccola porzione di popolo di Dio che ci è affidata, annunciando la bellezza del Vangelo e della sequela di Cristo con la nostra vita prima ancora che con le nostre parole». «È importante avere questi momenti di condivisione nella semplicità – evidenzia suor Roberta – che ci aiutano a dirci che non siamo soli e che camminiamo insieme uniti verso la stessa meta e uniti dallo stesso amore di Dio». «È stato un importante momento di fraternità, una vera agape per rafforzare e costruire quelle relazioni a fondamento del nostro vivere – chiosa un monaco di Praglia – Siamo stati forse chiamati a vivere non solo un momento di ritiro di preghiera, ma anche di presa di coscienza di essere mille tasselli colorati della Chiesa padovana, un tesoro per noi e per gli altri».