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Insetti e alimenti sintetici? No, grazie
Prodotti alimentari. Artigiani contro le politiche dell’Europa
MosaicoProdotti alimentari. Artigiani contro le politiche dell’Europa
Alcune iniziative dell’Unione Europea in tema di cibo preoccupano gli artigiani alimentaristi italiani, che le vedono con sospetto come frutto di ingerenze esterne, come quelle di multinazionali intente a promuovere i propri interessi a discapito proprio delle produzioni artigianali. Sono almeno quattro i fronti aperti segnalati da Cristiano Gaggion, presidente della Federazione alimentazione di Confartigianato imprese Veneto nonché maestro artigiano pasticcere. Una è stata esposta nella pagina precedente e riguarda l’autorizzazione di Bruxelles all’Irlanda di richiedere ai produttori di inserire nelle etichette degli alcolici, tra cui il vino, l’avvertenza che essi possono nuocere gravemente alla salute. Una seconda proposta è quella di introdurre insetti nei piatti per l’alimentazione umana: e sono già quattro i cosiddetti “novelfood” ammessi, ovvero le larve del verme della farina, le locuste, i grilli e le larve del verme della farina minore. Non basta, c’è poi l’apertura agli alimenti sintetici, ovvero in particolare proteine – carne e pesce – prodotte integralmente in laboratorio, e infine l’utilizzo del “semaforo alimentare” (noto anche come etichetta nutriscore), appena rinviato al 2024. «C’è molta preoccupazione nel settore alimentare artigiano – afferma Gaggion – per queste sconcertanti proposte dell’Ue per ammazzare le eccellenze del made in Italy e dare il colpo di grazia ai nostri agricoltori e artigiani del cibo. Il tutto in nome di fasulle ideologie “salutiste” e “green” che si vogliono imporre ai nostri consumi alimentari, non solo a discapito delle tradizioni, ma senza avere alcuna consapevolezza delle gravi conseguenze economiche oltre che culturali di tali decisioni». Il recente rapporto Ismea-Qualivita 2022 chiarisce quale sia la dimensione del settore: con 89 prodotti Dop e Igp il Veneto è la prima regione in Italia per impatto economico del settore con un valore pari a 4,8 miliardi di euro nel 2021 (più 27,7 per cento sul 2020). grazie al lavoro di 27.372 operatori di cui 6.600 imprese artigiane che danno lavoro a 28 mila addetti. «Di fronte a questi numeri – prosegue il presidente – è fondata la preoccupazione che certe proposte finiscano per penalizzare una delle nostre principali ricchezze, ovvero i prodotti tradizionali e la sapienza delle comunità alimentari italiane. Per questo ci opporremo con tutti i mezzi all’idea di “novelfood” fatto di insetti e cibi sintetici. Temo inoltre che queste proposte rappresentino una vera e propria offensiva contro la biodiversità del cibo e delle tradizioni alimentari, in particolare del nostro Paese. Per questo chiediamo che Regione Veneto e Governo italiano si uniscano a noi per difendere il made in Italy».