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(Bruxelles) “Il 2026 è l’Anno europeo della competitività. E oggi i leader si concentreranno sulla competitività. Per incrementare la competitività economica è fondamentale aumentare la crescita economica e creare posti di lavoro di qualità, ma è altrettanto essenziale accrescere la nostra autonomia strategica. E oggi daremo seguito alla nostra agenda ‘Un’Europa, un mercato’, come promesso alcune settimane fa durante il nostro ritiro ad Alden Biesen. Il 28° regime, il cosiddetto ‘Eu Inc.’, è un ottimo primo passo”. Parla di economia e competitività Antonio Costa, presidente del Consiglio europeo, nel giorno in cui i 7 leader Ue si ritrovano a Bruxelles. Ma sul summit pesano la situazione mediorientale, la questione del prestito all’Ucraina, le divisioni interne agli Stati membri, l’impennata dei costi energetici. Al summit è fra l’altro presente il segretario generale Onu Guterrez, per uno scambio di vedute sul multipolarismo minacciato dal quadro internazionale in ebollizione e dalle scelte del presidente Usa Trump.
“Dobbiamo proseguire su questa strada, dobbiamo integrare i settori dell’energia e delle telecomunicazioni nel mercato unico, dobbiamo portare avanti la nostra agenda di semplificazione e dobbiamo investire di più nell’innovazione nei nuovi settori: intelligenza artificiale, calcolo quantistico. Dobbiamo investire di più nelle competenze, nella riqualificazione, nell’aggiornamento professionale e nell’apprendimento permanente”, insiste Costa. Infine, “abbiamo bisogno di un bilancio a lungo termine adeguato a questi scopi. Naturalmente, dobbiamo anche mobilitare il risparmio europeo per sostenere gli investimenti. E per questo dobbiamo concludere l’Unione del risparmio e degli investimenti, è fondamentale. Per questo motivo, oggi approveremo misure molto concrete, con una tempistica precisa, per realizzare il nostro programma entro la fine del 2027 al più tardi, ma con diverse misure che dovremo adottare entro la fine di quest’anno”.
“Naturalmente, nessuno può ignorare che stiamo affrontando un periodo difficile in campo energetico”, riconosce Costa.
“L’attuale conflitto in Iran dimostra, ancora una volta, che il modo migliore per avere un orizzonte energetico prevedibile e affidabile è aumentare la produzione interna di energia. Questa è l’unica via per rendere il nostro sistema energetico autonomo, indipendente e sicuro. Per questo, dobbiamo perseguire la transizione energetica, e questo è il nostro compito principale”. Aggiunge: “Dobbiamo farlo tenendo conto delle specificità dei diversi Stati membri e di alcuni settori economici ad alta intensità energetica. Dobbiamo farlo insieme e non dimenticare mai che non dobbiamo solo proteggere le nostre aziende oggi, ma anche garantire che la prossima generazione continui ad avere un pianeta in cui vivere. Questo fa parte degli obiettivi climatici e ambientali”. “È chiaro che energia significa sicurezza. Dobbiamo sviluppare la nostra capacità di produrre la nostra energia, perché è l’unico modo per essere sicuri”.
Infine, “abbiamo l’opportunità di incontrare il segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres. Il sistema multilaterale è uno strumento fondamentale per proteggere l’ordine internazionale basato sulle regole. Ed è chiaro che non esiste alternativa all’ordine internazionale basato sulle regole, perché l’alternativa è la guerra in Ucraina, l’alternativa è la concorrenza sleale nel commercio, è la minaccia alla sovranità della Groenlandia, è la minaccia alla sovranità in altre parti del mondo. Quindi, se vogliamo preservare la stabilità, se vogliamo preservare la pace, dobbiamo difendere il diritto internazionale e sostenere il sistema multilaterale”.
L’incontro con António Guterres è ritenuto “molto importante, non solo per affrontare la drammatica situazione attuale in Medio Oriente, in particolare quella in Libano, che è davvero drammatica,
ma anche per non dimenticare mai l’urgenza di mobilitare la comunità internazionale a sostegno della popolazione di Gaza,
perché è necessario rimuovere le macerie, garantire l’approvvigionamento idrico ed energetico, e fornire protezione di emergenza agli abitanti di Gaza. Stiamo passando da un conflitto all’altro, ma purtroppo la guerra in Ucraina non si è fermata, la situazione a Gaza rimane drammatica e dobbiamo affrontare tutto questo”.
Il summit è convocato su due giorni, 19 e 20 marzo, anche se negli ultimi tempi i leader hanno smobilitato dopo la prima giornata. È però possibile che di fronte a un ordine del giorno tanto complesso, e constatate le tante divisioni interne, i lavori a Bruxelles proseguano anche domani. Infatti, oltre ai temi economici (competitività, mercato unico) nell’agenda figurano Ucraina (con intervento del Presidente Zelensky), Medio Oriente, bilancio pluriennale (Qfp), difesa e sicurezza, migrazione. Come sempre è inoltre previsto uno scambio di vedute con la presidente dell’Europarlamento Roberta Metsola.