L’8 novembre in Cattedrale il rito di ammissione al catecumenato è una festa per tutta la Chiesa
Domenica 8 novembre alle 15.30 il vescovo presiede il rito di ammissione al catecumenato. Tra i candidati italiani, albanesi, turchi, cubani e statunitensi, da tredici parrocchie della diocesi.
È sempre una festa della Chiesa il rito di ammissione al catecumenato, che quest’anno si celebra domenica 8 novembre alle 15.30 in Cattedrale. Sembra di vedere realizzata la profezia messianica di Isaia: «Alla fine dei giorni, il monte del tempio del Signore sarà saldo sulla cima dei monti e s’innalzerà sopra i colli, e ad esso affluiranno tutte le genti. Verranno molti popoli e diranno: “Venite, saliamo sul monte del Signore… perché ci insegni le sue vie e possiamo camminare per i suoi sentieri”» (Is 2,2-3). Infatti, le varie provenienze dei simpatizzanti ci raccontano di questa universalità: oltre agli italiani, ci sarà un nutrito gruppo di persone che provengono dall’Albania; altri provengono dalla Turchia, da Cuba, dagli Stati Uniti. Le parrocchie coinvolte sono: Cattedrale, Cristo Re, San Daniele, Ponte di Brenta, San Marco di Camposampiero, Praglia, San Gregorio Barbarigo, Campagnola di Brugine, Crocifisso, Peraga, Monteortone, Montegrotto, Sant’Anna di Piove di Sacco. Avremo delle persone accompagnate dai familiari, ma anche una coppia di giovani sposi e una famiglia intera, giovanissimi, giovani, adulti: un gruppo variegato che ci parla del pressante invito di Cristo che chiama a tutte le età e situazioni di vita. Con questo rito, presieduto dal vescovo, la persona manifesta pubblicamente la volontà di diventare cristiana e la Chiesa assume in se stessa il cammino del singolo. È il primo gesto di accoglienza ufficiale: per questo è una celebrazione molto importante per la Diocesi, per la parrocchia, per la comunità e non solo per il catecumeno. L’inizio della liturgia si svolge all’esterno: chi non è battezzato non può entrare senza che prima qualcuno abbia aperto la porta e lo abbia introdotto nella comunità. Il segno più importante è proprio il passaggio attraverso la porta, simbolo di Gesù Cristo che ha detto: «Io sono la porta delle pecore… se uno entra attraverso di me, sarà salvo» (Gv 10,9ss). I simpatizzanti sono già entrati molte volte in chiesa, ma questo è il loro primo ingresso attraverso la grazia di Cristo, la sua salvezza. Per questo è importante che si sentano accompagnati dalle loro comunità.