Idee
All’indomani del giorno in cui tradizionalmente si festeggia la mamma, ci sia concesso un tributo di gratitudine alle madri del mondo. A tutte coloro che hanno realizzato il desiderio di diventare madri. A chi vi è riuscita dopo tanta fatica una volta soltanto; a chi ha avuto più figli. A tutte coloro che hanno affrontato il dolore del parto e da lì hanno iniziato una delle avventure più straordinarie della vita. Anche a quelle donne che hanno portato avanti una gravidanza indesiderata e non hanno interrotto la vita che cresceva in loro. Oggi – soprattutto nelle società industrializzate – le donne madri sono molto spesso anche lavoratrici e a maggior ragione meritano un grande riconoscimento perché sono chiamate a svolgere più ruoli contemporaneamente, mettendo in campo tanto impegno e risorse quante ne richiede l’amore per i figli. Nonostante, negli ultimi decenni, i mariti siano divenuti dei padri più responsabili e quindi più presenti in famiglia, nessun progresso potrà modificare quell’assetto che fa della madre il punto di riferimento centrale del nucleo famigliare. Come un agile playmaker in una partita di basket, la mamma distribuisce la palla ai diversi componenti della squadra, valorizzando il talento di ciascuno. La sua è un’attenzione di cura, una presenza sempre affidabile. Spesso i figli hanno bisogno di una parola di sostegno o di indirizzo e la mamma trova il modo di intervenire utilizzando i toni appropriati, senza i quali anche il consiglio più saggio rischia di non essere percepito. Talvolta, poi, non è il confronto verbale quello che serve e una madre capisce quando le è richiesta solo una presenza, un’attenzione silenziosa. Quella che vive una madre nei confronti dei figli è una sintonia unica, significa essere sempre sintonizzata sulla loro lunghezza d’onda ed accettarne le conseguenze emotive. Una mamma soffre quando un figlio soffre e gioisce per la sua gioia. Spesso è chiamata a condividere questi sentimenti nel silenzio, per non essere invadente nella vita del figlio o della figlia. Ma questi ultimi, anche quando non si confidano direttamente con lei, sanno che è sempre a disposizione, pronta ad accogliere un cruccio, una preoccupazione, ma anche un’emozione lieta, fonte di felicità. Nessuno come una madre sa cosa passa nel cuore dei figli e nessuno come lei sa scegliere i momenti in cui intervenire o piuttosto restare nell’attesa o anche tirarsi indietro. Quello che una mamma sapientemente svolge è un ruolo educativo, di vicinanza e intesa che però non mette mai in discussione la libertà del figlio. Forte di questo discernimento quando una mamma parla, dice ai figli parole che si imprimono nei loro cuori e rimangono feconde nel tempo. Anche quando i figli diventano grandi e la madre invecchia, la sua disponibilità ed accoglienza rimane nel tempo e può bastare sapere che lei c’è per acquisire serenità e sentire la forza tangibile della sua protezione. Sono queste le mamme più sagge, quelle che sanno tagliare il cordone ombelicale e però restano vicine e presenti, preoccupandosi che il figlio impari a camminare con le sue gambe, Se poi la mamma, col papà, ha anche trasmesso la fede ai propri figli, al di là di quanto essi abbiano accolto questo dono, lei eleverà al cielo costantemente preghiere per loro. E le preghiere di una madre sono, forse, le più ascoltate dal Signore, perché sono trasparenti, vere, autentiche, mai per sé stessa. Come canta il famoso poeta Ungaretti nella sua poesia “La madre”, ella resta esempio di virtù e modello di fede fino al suo ultimo respiro e tramite lei il figlio instaura un rapporto più intimo con il Padre.